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Categoria: Varie

Dopo il buon successo ottenuto alla fiera di Reggio Emilia del 3 e 4 dicembre, è ancora disponibile presso il nostro e-store il calendario 2017 de il Morto. Ma affrettatevi, perché sono rimaste solo le ultime 50 copie.

Dietro una copertina inedita disegnata da Paolo Telloli, il calendario ripropone le copertine di tutti gli ultimi numeri della serie regolare e dei promo.

Il costo è di 8 euro più spese di spedizione, e vi arriverà comodamente a casa nel giro di 3-5 giorni lavorativi. Ma fate in fretta, prima che vada esaurito!

La copertina del calendario 2016 di il MortoCome già accaduto negli anni passati, anche per il 2016 Menhir ha deciso di realizzare un calendario dedicato al Morto per tutti i nostri appassionati lettori.

Stampato in formato a striscia, il calendario presenta 12 illustrazioni inediti con protagonista il personaggio che abbiamo iniziato a pubblicare nel 2004 e che continua a riscuotere un ottimo successo nella serie a lui intitolata. Come negli anni scorsi, anche questa volta il prezzo di vendita sarà di 8 euro.

Se volete acquistarlo, potete farlo facilmente cliccando qui.

Menhir Edizioni ha deciso di realizzare un nuovo gadget dedicato a tutti i nostri appassionati lettori: il calendario 2013 dedicato al Morto.

Stampato in formato a striscia 14×42 cm, il calendario del Morto presenta una serie di 12 illustrazioni inedite con protagonista il personaggio che abbiamo iniziato a pubblicare nel 2004 e che sta riscuotendo un ottimo successo nella serie a lui intitolata. Sarà in vendita al prezzo di 8 euro.

12 mesi mortofili per celebrare degnamente il nero a fumetti. Maya permettendo, of course

Visto l’entusiasmo che i lettori stanno manifestando per il Morto, e il successo che hanno riscosso finora i gadget a lui dedicati, abbiamo accettato la proposta di Darko Post per la realizzazione di una serie di cartoline dedicate al “nero a fumetti”.

La serie si compone (per ora?) di 7 cartoline, che riproducono le copertine dei primi sei numeri della serie e dell’edizione limitata del terzo numero, e sono vendute al prezzo di 1 euro l’una. Sono acquistabili attraverso il sito di Darko, che ormai da anni realizza cartoline di personaggi a fumetti (famose soprattutto quelle di Diabolik) e organizza mostre in giro per l’Italia.

Le poche copie in nostro possesso potrete trovarle alla prossima fiera cui parteciperemo, ma se siete interessati vi conviene andare sul sicuro e contattare direttamente Darko Post, che ha a disposizione l’intera tiratura.

Luca Boschi ha pubblicato nel suo blog, ospitato dal sito del Sole 24 Ore, una lunga intervista a Paolo Telloli per presentare ai suoi lettori il personaggio e la serie de il Morto.
Potete leggere l’intervista, divisa in due parti, qui e qui.

Se continuate a leggere qui sotto, invece, potrete vedere il video dell’intervista che Sergio Tulipano ha fatto allo stesso Paolo Telloli durante Cartoomics 2011, in cui si parla di tutta l’attività della casa editrice nella sua ormai quasi ventennale storia.

La paura che i morti tornino a camminare sulla Terra è antica quanto il mondo. Le diverse religioni che si sono succedute nei secoli e tra i popoli, hanno saputo sfruttare queste credenze per aumentare e poi mantenere la propria influenza sulle persone. I diversi autori che hanno affrontato l’argomento nella letteratura e nel cinema, hanno invece saputo creare storie che fanno leva su queste paure, rielaborando le cronache e le leggende per regalarci in alcuni casi personaggi capaci di ridefinire l’immaginario comune legato al ritorno dei morti.

Sono davvero pochi i disegnatori che, cimentandosi con il genere “realistico”, non hanno mai fatto ricorso alle pose plastiche dei fotoromanzi, e ciò a ben vedere è più che naturale, dato che le inquadrature più ardite ne ricavano una notevole semplificazione. Non è neppure facile azzardare una decisa classificazione nei confronti di questa particolare forma espressiva, dato che si mantiene, con caratteristiche tutte sue, a metà strada tra il cinema, la fotografia ed il fumetto vero e proprio, dando vita ad un mezzo figurativo che, nonostante l’uso troppo commerciale che ne è stato fatto, non manca di suggestività e di una certa potenzialità artistica, quasi sempre non espressa.

L’ingresso della Galleria si distingue a malapena, nascosto com’è tra il grigiore soffocante del cemento ed il cielo plumbeo in questo Venerdì d’Ottobre a Milano e la sottile sensazione d’inquietudine che m’accompagna lungo il tragitto non sembra diminuire, una volta entratovi… A ricevermi nella hall stanno nove tavole a china, rigorosamente in bianco e nero, che la dicono lunga su quello che di Toppi si è potuto ammirare in questa piccola personale che la galleria Schubert gli ha dedicato.

Vedere un “grande” del fumetto italiano come Sergio Toppi alle prese con la figura femminile ed il suo incarnato, se non rarissimo è, comunque, piuttosto inusuale dato che nelle sue memorabili avventure a fumetti le donne rivestono ruoli secondari e molto spesso negativi.

Delirio in Fa maggiore, dopo un anno vissuto pericolosamente… Ovvero come essere un “fumettaro” e vivere felici (almeno spero…).

Dodici mesi passati a scrivere, leggere, mangiare, e pensare di fumetti. Quasi troppo per un essere umano medio. Da voci non confermate sembra che alcune delle tecniche di deprivazione sensoriale utilizzate nel corso del programma di addestramento spaziale della NASA, in vista della missione Terra-Marte, prevedano proprio questo sistema per disconettere il legame Uomo-realtà fisica.