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Categoria: Fumetti

In occasione della 53a Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia, che si terrà presso la Fiera di Reggio Emilia (v. Filangeri 15) sabato 6 e domenica 7 dicembre, presenteremo i numeri 0 di due nuovi personaggi: Hilka Strix e Spettrik.

I due promo, che non saranno distribuiti nelle edicole, sono albetti promozionali in formato pocket di 28 pagine. Se ai lettori dovessero piacere, la nostra intenzione è far tornare i personaggi anche in futuro, in modi e tempi che nel caso decideremo.

Copertina di Paolo Telloli

testi di Ruvo Giovacca
disegni di Mirko Andreoli

Copertina di Paolo Telloli

testi di Ruvo Giovacca
disegni di Max Gori & Studio Telloli

Copertina di Manlio TrusciaDa tempo la nostra casa editrice intendeva realizzare una pubblicazione parallela a il Morto che permettesse ad autori esordienti e semiprofessionisti di dimostrare il loro talento e le loro capacità, e che allo stesso tempo avvicinasse i lettori agli scrittori classici, magari studiati alle superiori con riluttanza e ignorando altri loro scritti.

Parlandone tra colleghi, l’iniziativa ha destato anche il loro interesse e qualcuno ha voluto partecipare. Così, nelle pagine del primo numero – che, come il secondo, sarà dedicato a storie horror – troverete anche “consumati” professionisti e illustratori di libri.

In questa pagina potete trovare il sommario di questo primo numero (e in futuro quelli dei numeri seguenti) con l’elenco di tutti gli autori classici affrontati e i fumettisti che hanno scritto e disegnato per noi e per voi.

Con oltre un milione e mezzo di abitanti, Tijuana è una delle città più grandi del Messico. Si trova subito a sud del confine con la Contea di San Diego, con gli Stati Uniti, tant’è che il motto cittadino recita «Aquí empieza la patria», qui inizia la Patria. Non la si può certo definire una località turistica, eppure ci sono 300.000 persone che ogni giorno passano dalla dogana di San Ysidro per visitarla, o per lasciarla. La ragione è molto semplice: a Tijuana è facile trovare «tequila, sexo y marijuana», come direbbe Manu Chao. E molto altro, perché Tijuana è sempre stata il modo più agevole che i californiani hanno avuto per procurarsi cose che negli Stati Uniti sono illegali, fosse anche solo la possibilità di bere alcolici a diciott’anni quando da loro bisogna aspettare i 21.

Per quanto sia un autore francese e nei suoi fumetti noi popolo d’Albione ricopriamo il ruolo dei cattivi, non posso non riconoscere a François Bourgeon una gran maestria nel raccontare storie d’avventura, nel disegnare personaggi e ambienti e nello scrivere dialoghi estremamente eleganti, che ben si sposano con l’ambientazione classica di quasi tutte le sue storie.

Ambientate nel biennio 1780-81, le avventure di Isabella de Mamaye si dipanano dalla Francia all’Africa nera ai Caraibi in un susseguirsi di avvenimenti narrati con tanta efficacia da letteralmente trascinare il lettore all’interno del mondo che gli viene raccontato.

Da un po’ di tempo a questa parte pensavo di presentare Carlo Cossio nella rubrica Autori da non dimenticare. L’occasione è arrivata con questo numero dedicato al west e non poteva mancare un autore come lui che ha riempito tavole su tavole di personaggi western, dal suo personaggio Kansas Kid ai liberi degli Albi dell’Intrepido al famoso Bufalo Bill.

Dall’archivio ho ripescato il materiale raccolto su di lui e mi sono riletto alcune di quelle storie che da ragazzo mi piacevano tanto. Quelle figure impettite che camminavano con le pistole ai fianchi in mezzo alla strada e poi…

Siete passati in edicola, di recente? Se l’avete fatto vi sarà forse capitato di notare una serie di volumi a fumetti che porta lo stesso titolo di questo articolo. Bene, state tranquilli: queste due paginette non trattano la serie di Luigi Meratti ma quella, molto più meritevole, di Rino Albertarelli. Spenderò solo altre due parole riguardo al prodotto della Hobby & Work: stateci lontani!

“I Protagonisti”, quelli veri, sono una serie di volumi di 106 pagine in formato gigante che Albertarelli produsse per la DAIM Press a partire dal 1973.

A Venezia ho vissuto per lunghi momenti, in passato. Lontano dai percorsi consigliati, dalle luci dell’ovvio, anche se pur sempre sorprendente, ho spesso cercato il campo abbandonato anche dai piccioni, le calli addormentate dove non passava mai nessuno, i rivi quieti, dove le acque della laguna praticamente ristagnavano perché quasi mai violentate da gondole e motoscafi. Ho sempre pensato che fosse quella la Venezia vera, quella che non appare sulle cartoline, quella che forse non verrà mai celebrata, neppure ricordata.