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Archivio

Archivio per settembre 1998

Il fumetto comico italiano – di Vincenzo Raucci

Intervista ad Alfredo Castelli – di Francesco Marelli e Mirko Perniola
Intervista a Giorgio Cavazzano – di Francesco Marelli e Mirko Perniola
Intervista a Leo Ortolani – di Luca Caputo
Intervista a Laura Stroppi – di Francesco Marelli
Intervista a Gino Gavioli – di Vincenzo Raucci
Intervista a Fulber – di Francesco Marelli e Vincenzo Raucci

Silver – di AA.VV.

Gary in: “Una foto aggressiva” – Fumetto di Fulber
Leo Arvin in: “Omicidio a Villa Raven” – Fumetto di Vincenzo Raucci & Davide Marini

Random Cop – di Paolo Telloli
San Diego Comic-Con, tutto un altro mondo – dal nostro inviato Francesco Marelli

Nella realizzazione di una rivista capita sovente che tra la stesura di un articolo e la lettura dello stesso possa trascorrere molto tempo. Così, in questo caso, mentre per voi che leggete sia ormai arrivato l’autunno qui da me è ancora primavera. Ed è in un bel giorno di primavera che mi appresto a far visita a Gino Gavioli, un uomo intento a vivere la sua ennesima primavera artistica come se mai il trascorrere del tempo l’avesse minimamente scalfito. Gavioli dà immediatamente l’impressione di un grande vecchio ancora impregnato del tipico entusiasmo giovanile, di un artista capace di contagiarti con la sua vitalità unita alla sua pluridecennale esperienza.

Impossibile non intervistare Laura Stroppi in un numero di Ink come questo. Infatti, insieme con Leo Ortolani (autore forse più conosciuto) è la migliore promessa del fumetto italiano; esempio quindi di come il fumetto comico possa presentare dei prodotti di qualità elevata grazie all’interesse e all’abilità di giovani che, con autoproduzioni, riescono a farsi largo tra prodotti più famosi e pubblicizzati.

Chi è Laura Stroppi?
Sono nata a Milano 26 anni fa. Nel ’90 ho cominciato l’apprendistato di fumettara presso Macchia Nera [casa editrice di Lupo Alberto e Cattivik, n.d.r.].

In un periodo editoriale in cui sono esseri nerboruti e tutti d’un pezzo a farla da padroni e dove solo alcuni (pochi) personaggi umoristici godono di una discreta popolarità, Leo Ortolani ha saputo creare qualcosa di alternativo e originale che, a mio parere, mancava da molto nel mondo dei comics italiani. Rat-Man è la parodia del classico super-eroe macho, una sorta di rilettura in chiave umoristica di alcuni personaggi della Marvel che spesso incontra in divertenti cross-over, facendoli diventare, a seconda dei casi, spettatori impotenti o vittime della goffaggine e della malasorte che affliggono il ratto in questione.

Stra, un minuscolo paesino presso Mirano con una fiabesca villa settecentesca nella quale, un favoloso labirinto di siepi si presenta irresistibile; talmente irresistibile che per poco non fa saltare l’appuntamento per l’intervista! Se a questo si aggiungono le precisissime indicazioni dateci da un Cavazzano, che descrive come punti di riferimento inesistenti chiesette a forma di capitello, un’ora di ritardo pare quasi troppo poco e allora, subito al lavoro.