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Archivio

Archivio per febbraio 2000

West, fuori moda – di Paolo Telloli

Intervista a Paolo Eleuteri Serpieri – di Luca Caputo e Paolo Telloli
Intervista a Renzo Calegari – di Tino Adamo, Francesco Marelli e Vincenzo Raucci
Intervista ad Ivo Milazzo – di Tino Adamo, Francesco Marelli e Vincenzo Raucci
Intervista a Gino D’Antonio – di Tino Adamo, Alberto Cassani e Francesco Marelli

Un western tutto da ridere – di Alberto Cassani
Il western per adulti – di Paolo Telloli
Tex e il cinema: un’occasione mancata – di Gianpaolo Saccomano
Kit Carson – di Ruvo Giovacca
Rino Albertarelli: “I protagonisti del West” – di Alberto Cassani
Carlo Cossio e Bufalo Bill – di Paolo Telloli

Lo Sconosciuto – Fumetto di Gianpaolo Saccomano & Tino Adamo, da un racconto di Ambrose Bierce

Internet & Fumetto (II parte) – di Vincenzo Raucci
Sindacato Italiano Autori del Fumetto – di Alberto Cassani
Lo spettacolare Philippe Druillet – di Alberto Cassani
Paz sotto il vulcano – di Gerardo Romei

Da un po’ di tempo a questa parte pensavo di presentare Carlo Cossio nella rubrica Autori da non dimenticare. L’occasione è arrivata con questo numero dedicato al west e non poteva mancare un autore come lui che ha riempito tavole su tavole di personaggi western, dal suo personaggio Kansas Kid ai liberi degli Albi dell’Intrepido al famoso Bufalo Bill.

Dall’archivio ho ripescato il materiale raccolto su di lui e mi sono riletto alcune di quelle storie che da ragazzo mi piacevano tanto. Quelle figure impettite che camminavano con le pistole ai fianchi in mezzo alla strada e poi…

Siete passati in edicola, di recente? Se l’avete fatto vi sarà forse capitato di notare una serie di volumi a fumetti che porta lo stesso titolo di questo articolo. Bene, state tranquilli: queste due paginette non trattano la serie di Luigi Meratti ma quella, molto più meritevole, di Rino Albertarelli. Spenderò solo altre due parole riguardo al prodotto della Hobby & Work: stateci lontani!

“I Protagonisti”, quelli veri, sono una serie di volumi di 106 pagine in formato gigante che Albertarelli produsse per la DAIM Press a partire dal 1973.

Durante l’ultima riunione di redazione il nostro direttore ci ha fatto notare che non è possibile dedicare un numero di Ink al genere western senza soffermarsi su Tex Willer e Compagni. Dal momento che sul personaggio a fumetti più amato dagli italiani si pubblicano una media di quattro volumi critici all’anno (senza contare i saggi brevi e gli articoli…), direi che è il caso di affrontare l’argomento da un’angolazione alternativa, spendendo due parole su uno dei momenti più controversi nella cinquantennale saga dell’eroe bonelliano per eccellenza: mi riferisco alla sua, alquanto discutibile, trasposizione cinematografica in “Tex e il Signore degli Abissi”, diretto da Duccio Tessari nel 1985.

Il popolo europeo, ma in certi periodi anche quello americano, è sempre stato attratto dalle ambientazioni esotiche. Il selvaggio west, soprattutto nell’immaginazione di noi europei, è popolato da miti e leggende, da eroi senza macchia e criminali senza ritegno. Il selvaggio west, soprattutto per noi europei, è stato un’ambientazione perfetta per la presa in giro classica dei fumetti comici, anche perché i personaggi presi in giro non potevano certo querelare gli autori come invece possono fare i presidenti del consiglio! Sin dai tempi del primissimo Topolino, addirittura già dalla seconda avventura fumettistica del topone disneyano, il west viene usato come ambientazione per una parodia ma per ragioni prettamente editoriali in questo articolo preferisco puntare la mia attenzione solo sui personaggi di casa nostra ed in particolare, come senz’altro avrete già capito, su quelli che vorrebbero far ridere.

Seduti ad un tavolino di McDonald’s ci chiediamo come potremo condensare la carriera di Gino D’Antonio in sole quattro pagine di intervista. Insomma: D’Antonio è uno dei mostri sacri del fumetto italiano… sceneggiatore e disegnatore, è stato uno dei primi a coniugare la serialità del fumetto popolare con la qualità e l’accuratezza del fumetto d’autore. Certo: il suo nome è legato essenzialmente ad ambientazioni western e belliche, ma oltre ad aver creato la leggendaria Storia del West ha anche collaborato a lungo con la casa editrice inglese Fleetway, ha disegnato per Il Vittorioso, è stato responsabile del settore fumetti del Giornalino da più di 10 anni, scrive per Nick Raider…

Abbiamo incontrato Ivo Milazzo nel suo studio in centro a Chiavari; uno stanzone, nel mezzo di uno splendido palazzo, traboccante di libri, disegni, poster e fumetti di ogni genere. Ci si è presentata l’occasione di conoscere una persona estremamente disponibile e ancora entusiasta del proprio lavoro: con il suo tratto essenziale continua a trasmetterci quelle emozioni che solo in pochi riescono a dare e che rendono le sue tavole dei piccoli capolavori, qualsiasi genere narrativo raccontino.

Tra gli autori più letti in tutto il mondo, Paolo Eleuteri Serpieri ha sicuramente un posto di rilievo: tutti lo conoscono per aver creato la procace Druuna, protagonista di storie fanta erotiche, ma i più giovani non sanno che ha anche disegnato diverse avventure ambientate nel vecchio West dando libero sfogo alla sua passione per la cultura dei nativi americani. In quei racconti non esistono buoni o cattivi, ma uomini e donne con i propri pregi ed i propri difetti, costretti a vivere (e sopravvivere) in un mondo selvaggio e spietato, dove non sempre è la giustizia a prevalere ma spesso la legge del più forte o l’implacabile avanzata del progresso che non guarda in faccia a niente e a nessuno.