L’ingresso della Galleria si distingue a malapena, nascosto com’è tra il grigiore soffocante del cemento ed il cielo plumbeo in questo Venerdì d’Ottobre a Milano e la sottile sensazione d’inquietudine che m’accompagna lungo il tragitto non sembra diminuire, una volta entratovi… A ricevermi nella hall stanno nove tavole a china, rigorosamente in bianco e nero, che la dicono lunga su quello che di Toppi si è potuto ammirare in questa piccola personale che la galleria Schubert gli ha dedicato.

Vedere un “grande” del fumetto italiano come Sergio Toppi alle prese con la figura femminile ed il suo incarnato, se non rarissimo è, comunque, piuttosto inusuale dato che nelle sue memorabili avventure a fumetti le donne rivestono ruoli secondari e molto spesso negativi.