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Archivio

Archivio per settembre 2001

Magie e Sortilegi – di Paolo Telloli

Intervista ad Aldo Di Gennaro – di Paolo Peruzzo e Paolo Telloli
Intervista a Luca Enoch – di Luca Caputo
Intervista a Michelangelo La Neve – di Alberto Cassani
Intervista ad Angelo Stano – di Alberto Cassani

I Paradisi di Paz e l’Inferno di Jack – di Gianpaolo Saccomano
Il Cinema delle Streghe – di Gianpaolo Saccomano
The Blair Witch Project – di Alberto Cassani

Mandrake: un mago in frac – di Alessio Angeleri
Dottor Strange – di Bruno Marcotulli
Chi ha paura dello Zio Tibia? – di Gianpaolo Saccomano
Horror, la rivista: chi era costei? – di Gianni Brunoro

La Clinica – Fumetto di Ruvo Giovacca & Antonio Facchino

Floriano Bozzi – di Paolo Telloli
Guido Buzzelli – di Gianni Brunoro
Morris – di Alberto Cassani
Toni Pagot – di Paolo Peruzzo
Luigi Grecchi – di Ruvo Giovacca

Correva il 1979 quando nei cinema italiani fece la sua comparsa Cannibal Holocaust. Il film di Ruggero Deodato raccontava la storia di un gruppo di documentaristi italiani che attraversa l’Amazzonia per riprendere le usanze di una tribù di selvaggi. Nessuno di loro tornerà indietro, e i dirigenti della stazione televisiva che aveva commissionato il lavoro guardano il girato per decidere se trasmetterlo o meno. E noi spettatori assistiamo con loro a questa proiezione. È uno dei primi finti documentari che il cinema recente ci ha regalato, dopo di lui arrivano film come This is spinal tap, Henry, pioggia di sangue, 84 Charlie MoPic e il recente Una relazione privata. The Blair Witch Project è senza dubbio il più famoso esempio del genere.

Di tutte le serie che hanno avuto a che fare con magia o parapsicologia, ESP è stata una delle più apprezzate. Nata con l’ultima incarnazione dell’Intrepido, è diventata una serie che ha generato un impressionante movimento di appassionati, compreso un Fan Club che è durato più a lungo della rivista stessa. Per capire le ragioni di questo successo ho chiamato la casa romana del creatore della serie, quel Michelangelo La Neve che mi aveva procurato qualche incubo ai tempi di Splatter.

Anche se lo zio Creepy (in Italia ribattezzato Tibia) nasce negli anni Sessanta alla Warren Publishing come risposta al grande successo che le testate horror della E.C. Comics riscuotevano da oltre un decennio, noi preferiamo considerarlo il prodotto (simpaticamente mostruoso) dell’accozzaglia di terrificanti creature che il Dr. Frankenstein (e chi se non lui!) ha raccolto con tanta amorevole cura nella celebre e gustosissima storiella, intitolata “Sabba infernale” (ne Le spiacevoli notti dello Zio Tibia), realizzata appositamente da Archie Goodwin, ai testi, e Angelo Torres, alle mezzetinte.

Circa settant’anni fa due uomini, due creativi, si unirono per creare un personaggio dei fumetti. E dal loro cappello uscì… un mago. Si recarono a New York, a quello che allora era la più potente agenzia di distribuzione di comics: il King Features Syndacate, che accettò di far pubblicare il loro personaggio sul New York American Journal. L’11 giugno 1934 il pubblico americano per la prima volta conobbe Mandrake. Lee Falk e Phil Davis erano entrambi nativi di St. Louis, Missouri. Il primo autore e sceneggiatore delle storie, il secondo disegnatore. Si erano conosciuti in un’agenzia di pubblicità di St. Louis, dove lavoravano, Falk come redattore e Davis come disegnatore. Nel 1933 si erano trasferiti a N.Y. in cerca di fortuna, e la trovarono quasi subito, grazie alla loro creatura.

Evanescente come uno spiritello familiare, il ruolo di protagonista delle streghe a fumetti in ambito cinematografico è veramente limitato, a tal punto che le pellicole a loro dedicate si contano su una mano. Per giunta, il capostipite del cinema stregonesco non è neppure interpretato da attori in carne ed ossa, anche se, a più di sessantanni di distanza, i personaggi di questo capolavoro recitano molto meglio di molti dei loro colleghi “umani”. Naturalmente sto parlando del celeberrimo Biancaneve e i 7 nani di Walt Disney (1937, regia di David Hand), magistrale esempio di arte animata che resiste al tempo, alle mode e ai mezzi mediatici.