Evanescente come uno spiritello familiare, il ruolo di protagonista delle streghe a fumetti in ambito cinematografico è veramente limitato, a tal punto che le pellicole a loro dedicate si contano su una mano. Per giunta, il capostipite del cinema stregonesco non è neppure interpretato da attori in carne ed ossa, anche se, a più di sessantanni di distanza, i personaggi di questo capolavoro recitano molto meglio di molti dei loro colleghi “umani”. Naturalmente sto parlando del celeberrimo Biancaneve e i 7 nani di Walt Disney (1937, regia di David Hand), magistrale esempio di arte animata che resiste al tempo, alle mode e ai mezzi mediatici.