Qualche anno fa Rudy Salvagnini, in un suo saggio pubblicato sulla rivista Segnocinema, affermava a chiare lettere che più o meno tutti i tentativi di trasferire i protagonisti e le caratteristiche di un fumetto sul grande schermo cinematografico prima o su quello televisivo poi, avevano pesantemente deluso le aspettative e che, conseguentemente, queste due forme d’espressione avevano finito col vivere un cammino sempre parallelo e perciò impossibilitato a trovare qualsivoglia punto di convergenza. Premesso che secondo me non aveva tenuto in debita considerazione pellicole del livello del Batman di Tim Burton o Superman di Richard Donner e che i recenti Blade nonchè From Hell – La vera storia di Jack lo Squartatore, o lo sfolgorante successo dello Spider-Man di Sam Raimi erano ancora di là a venire, io non sarei poi così categorico e mi spingerei al punto di affermare che esistono casi in cui fumetto e cinema hanno raggiunto un buon livello di interazione e, in un certo qual modo, si sono completati a vicenda senza per questo tradire le rispettive modalità espressive.