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Archivio

Archivio per marzo 2005

L’umorismo – di Paolo Telloli

Intervista a Giuseppe Coco – di Paolo Telloli
Intervista a Francesco Tullio Altan – di Marco Fusi e Ruvo Giovacca
Intervista ad Agostino e Franco Origone – di Ruvo Giovacca
Intervista ad Alberto Fremura – di Paolo Telloli e Marco Fusi

Mad: La rivista della minoranza rumorosa – di Ferruccio Alessandri
Alfred E. Newman – di Fulvio Bernardini
I fumetti della domenica – di Massimo Olla
Il gatto Garfield – di Franscesco Foti

L’esperienza segreta di Mike Blueberry – di Alberto Cassani
Constantine – di Gianpaolo Saccomano

Giovannino Guareschi – di Francesco Foti
Andrea Pazienza – di Francesco Foti
Roberto Zamarin – di Paolo Telloli
Maurizio Bovarini – di Paolo Telloli
Will Eisner – di Stefano Gorla
Umberto Manfrin – di Paolo Telloli
Pinin Carpi – di Ruvo Giovacca
Pietro Ardito – di Osvaldo Bighi

Pietro Ardito è nato in Argentina, precisamente a Buenos Aires il 21 marzo del 1919. Figlio di genitori italiani, originari di Rapallo, qualche anno dopo la sua nascita, la famiglia rientra in patria. Della sua vita privata si conosce poco, si sa che ha prestato servizio di leva in Libia e che negli anni Quaranta ha lavorato a spettacoli teatrali. È stato disegnatore di tessuti per importanti ditte nel comasco e nella Toscana, così come insegnante di ornato in alcune scuole serali.

Si dedica con passione alla pittura (famose sono le sue serie di dipinti sui pretini) ma trova modo di esercitare nella caricatura una sua capacità di sintesi inimitabile. Le sue caricature sono pubblicate su diversi quotidiani e settimanali.

A gennaio di quest’anno ci è giunta notizia della scomparsa di una figura importante nel mondo dell’illustrazione per l’infanzia, Pinin Carpi.

Questo artista è stato un grande narratore di fiabe per i più piccoli, la sua comunicazione non si limitava al racconto ma cercava espressioni in diverse forme artistiche. Illustratore e giornalista oltre a fiabe ha scritto canzoni, poesie, commedie, fantasie d’arte, romanzi, sino a completare un’intera enciclopedia formata da molte pubblicazioni corredate da suoi disegni e dipinti.

Umberto lo conobbi ad una riunione di disegnatori nell’Ottanta. La prima cosa che mi chiese era il nome, numero di telefono e, per chi disegnavo. Era un ‘archivista’ di disegnatori, la sua agenda era strapiena di nomi di autori e operatori del fumetto italiani e non.

Manfrin lo si ricorderà soprattutto come il disegnatore di Tiramolla, il personaggio che superò in popolarità Cucciolo. Negli anni che seguirono ci siamo frequentati e ritrovati più volte alle mostre, agli incontri e alle “Pizzate” dove, a tavola, si poteva parlare meglio e con tranquillità di fumetto.

Destino beffardo, quello di Alan Moore, senza dubbio uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti vivente, forse più vicino alla letteratura disegnata che non al fumetto vero e proprio, e inevitabilmente tradito dalle trasposizioni cinematografiche di alcune delle sue opere più riuscite… e proprio adesso che il cinema con l’ausilio della computer graphic incontra sempre meno difficoltà a rendere visivamente ciò che solo l’immaginario dei comics aveva sempre reso possibile ai nostri occhi!

Dopo il fascinoso From Hell – La vera storia di Jack lo Squartatoredei fratelli Hughes e il pretenzioso (e pasticciato) La Leggenda degli Uomini Straordinari di Stephen Norrington, anche il serial di grande successo Hellblazer, creato parallelamente a Swamp Thing nel 1985 da Alan Moore e poi proseguito più recentemente da Garth Ennis, ha avuto la sua versione cinematografica, affidata alla regia di un quasi esordiente come Francis Lawrence e interpretata da un attore “di culto” per il genere virtual-fantasy come Keanu Reeves.

È la mattina del 23 giugno 1959. Boris Vian, probabilmente l’intellettuale più importante della Francia postbellica, è seduto nella platea del Cinéma Marbeuf di Parigi per assistere all’anteprima di Il colore della pelle, che il regista Michel Gast ha tratto dal suo romanzo Sputerò sulle vostre tombe e che sarà distribuito nei cinema francesi entro pochi giorni. Dopo neanche cinque minuti di proiezione, però, Vian scatta in piedi col volto in fiamme per la rabbia e urla a squarciagola “E questi sarebbero americani? Ma andate a fare in culo!”. Quindi barcolla per un attimo e si accascia sulla poltrona, stroncato da un infarto a soli 39 anni.