Chi sia non si sa. Nessuno lo sa. Nemmeno lui lo sa.
Cosa fa non si sa, non ricorda dove va se di qua o di là.
Si sa che cerca. Cosa cerca non si sa e nemmeno lui lo sa. Comunque cerca.
Cerca in bagno, sotto il letto, nell’armadio suo e in quello degli altri, ma non trova niente.
Si nasconde. Perché si nasconde non si sa. Non si sa da chi o da cosa. Ma si nasconde.
Lee Mortò si nasconde, si cela, appare solo lo stretto necessario e scompare.
Spalleggiato dal capellone motociclista, sempre al suo fianco in caso di necessità, divide con lui l’interesse per la carta stampata. Infatti quando esce una nuova pubblicazione la sniffano avidamente tra una birra e l’altra.

Seguite le sue mirabolanti avventure ogni… tanto.
Senza fretta.

Nel corso delle ultime settimane aveva cominciato a girare la voce che ci fosse in edicola un fumetto chiaramente “ispirato” al Morto. Le testimonianze erano sempre più numerose, e parevano arrivare da ogni parte d’Italia, ma nessuno riusciva mai a ricordarsi esattamente il titolo o dire chi l’aveva pubblicato. Poi, nella tradizionale pizzata di metà mese, ecco finalmente svelato l’arcano: Lee Mortò è uno scherzo architettato da Manlio Truscia (disegni), Gianni Caserta e Paolo Peruzzo (testi), Giancarlo Malagutti (impaginazione grafica) e Angelo Carmelo Montana (consulenza informatica).
Il nostro Paolo Telloli se l’è presa talmente tanto che ha deciso di pubblicare l’avventura del caro amico Lee in un albo di 12 pagine a tiratura limitata (500 copie), disponibile in fumetteria e nel nostro e-store, e da oggi anche in versione elettronica su Amazon.

Se volete vedere com’è andato il momento della rivelazione, potete trovarlo su YouTube.