Ho una particolare passione per il disegno sporco e confuso di Mr. Crumb, geniale autore di molte strip alternative nate in terra americana ma diventate famose anche oltreoceano. Mi piace il suo modo farraginoso ma senz’altro artistico di narrare le storie, mi piace la sua grande passione per la musica, mi intenerisce il suo rapporto con le donne, travagliato e sofferto.

Ma agiamo con ordine: il Nostro nasce, succede, a Philadelphia, prima che la città diventasse famosa per un formaggino fuso pubblicizzato da un’esile giapponesina. Il babbo del ragazzo è un ufficiale di Marina – e se penso che anche il grande Jim Morrison, cantante dei mitici Doors, aveva il padre nella stessa Arma, ne arguisco che i militari come genitori non devono essere proprio il massimo considerato i problemi che creano e lasciano ai figli – il milite impone al virgulto severi dogmi il che non frena nel giovane la sua passione per il disegno e in special modo per Harvey Kurtzman e per il team di cervelli legato alla rivista MAD. Come capita spesso agli americani il ragazzo si muove rapido, vivendo a Cleveland e poi in Europa, trasferendosi in seguito a New York ed infine plana a San Francisco negli anni caldi. Eric Burdon degli Animals declamava le San Francisco Nights, il Flower Power invadeva di colori e profumi (e di altre sostanza eccitanti) le strade californiane. Pace e fratellanza irroravano i cuori dei ragazzi americani, i Grateful Dead iniziavano le loro avventure musicali con concerti che potevano durare quattro ore ed il lungo e allampanato Robert aveva un ottimo successo con i suoi disegni su una miriade di riviste underground (termine che ora appare fuori moda ma all’epoca era indicativo di un modo di vivere). Oltre a disegnare per le home made magazine (ZAP, Big Ass, MotorCity e così via) Crumb arriva anche a porre i suoi disegni sulle riviste affermate (e danarose) come Esquire, Cavalier e altre.

Pur cercando di resistere alle sirene commerciali il Nostro cede i diritti a Ralph Bakshi per filmare a mo’ di cartone animato uno dei suoi personaggi più famosi: Fritz il Gatto. E’ un successo internazionale: il gatto, lontano anni luce dall’antropomorfia pura e ilare del Mago Disney, rappresenta una critica violenta alla borghesia americana e all’alternativismo militante dell’epoca. Un documento molto interessante per capire i fenomeni che respiravano i ragazzi americani – gli europei solo più tardi – in quegli anni, senz’altro formidabili.

Ma il successo di Robert Crumb non è legato solamente al gatto ipersessuato, oltre alle famose e procaci ragazze che appaiono nei suoi disegni spesso discinte e provocanti – che scateneranno l’ira delle femministe yankee negli anni Settanta – ricordiamo anche l’inquietante Mr. Natural.

Nel titolo di questo articolo si enunciava anche la tenerezza che questo Crumb emana attraverso i suoi lavori: non bisogna essere particolarmente dotti in psicologia per trarre dai suoi incubi una insoddisfazione prima di tutto verso la sua persona – spesso si raffigura in maniera allampanata, curvo su sé stesso, piegato dal peso del mondo – ed in secondo luogo verso tutto il mondo femminile, visto come perverso e fonte di dolore. Forse è grazie a questa sua dolorosa visione del mondo che il suo disegno ci appare sempre umano e toccante.

Non tutte le opere di Crumb sono baciate dalla genialità, ma la facilità di riconoscere il suo tocco è una caratteristica importante per capire la personalità di un autore. Legato senz’altro al mondo psichedelico californiano, il Nostro ha saputo con il tempo continuare con intensità il suo lavoro. Schivo nei rapporti con la stampa, da anni frequenta la campagna francese e recentemente gli appassionati fumettari transalpini gli hanno dedicato un prezioso libretto dove Crumb ha modo di raccontare sé stesso a cuore aperto, rivelando sensibilità e calore.

Guido Giazzi