In occasione di una lezione di fumetto spiegai ai ragazzi della classe la tecnica illustrativa di Dino Battaglia. I più giovani non lo conoscevano affatto, mentre quelli con qualche anno in più ne avevano solo sentito parlare. Entusiasmati dalle splendide tavole e dal modo di raccontare la storia mi chiesero in che modo avrebbero potuto trovare del materiale per la loro biblioteca. Suggerii loro che oltre alle varie fumetterie avrebbero potuto trovare materiale nelle varie fiere. Alla prima fiera mi trovai con questi miei allievi e girammo i vari tavoli degli espositori e con mio grande rammarico scoprii che di Battaglia avevano pochissimo materiale e quello disponibile a prezzi proibitivi. Mi auguro che questo vuoto sia solo un momento passeggero e che i vari editori che hanno pubblicato diverso materiale di questo Maestro, quando era in vita, possano a breve ripubblicare i suoi lavori e non solo in tirature limitate a prezzi folli, ma anche in edizioni accessibili ad un pubblico desideroso di apprendere con limitate possibilità.

Dino Battaglia nasce a Venezia il 1º agosto 1923. Pubblica i primi disegni nell’immediato dopoguerra per una editrice di Firenze che stampava materiale per l’infanzia, si ispira ai lavori di un altro disegnatore Piero Bernardini. A Venezia, con alcuni amici tra i quali Hugo Pratt e Alberto Ongaro, realizza il periodico Asso di Picche e, su testi di Alberto Ongaro, disegna il suo primo racconto a fumetti, Junglemen continuato poi, in Argentina, da Hugo Pratt.

Asso di Picche cessa le pubblicazioni dopo pochi numeri nel dicembre 1948, il gruppo veneziano accetta un’offerta, dal Sudamerica, dall’editore italiano Cesare Civita. Battaglia la rifiuta, inventandosi una finta chiamata sotto le armi, in realtà stava per sposarsi e non lo voleva dire agli altri, ma continua a tenere i contatti col gruppo tramite Alberto Ongaro che gli mandava le sceneggiature di Capitan Caribe. Alterna i fumetti con l’illustrazione per La Scuola di Brescia e negli anni Cinquanta si trasferisce a Milano, ma col cuore a Venezia (si definiva infatti esiliato a Milano).

Fa parte del gruppo mondadoriano che sui testi di Guido Martina realizzava il western Pecos Bill. Sempre per la Mondadori, su testi di Leone Cimpellin, lavorava alla collana Oklahoma. Da questi passa all’Intrepido con la serie Marc Fury, quindi con Studio D’Ami che piazza molti suoi lavori alla stampa inglese, comprese le tavole didattiche Guarda e impara che appaiono nel supplemento domenicale del Daily Express e il racconto The Devilish Compulsion pubblicato nel 1953 dal giornale Top Spot.

Realizza a fumetti le favole di Aladino e Peter Pan e, dalla letteratura per ragazzi, L’Isola del tesoro. Su testi di Gianluigi Bonelli, crea la serie El Kid e, nella seconda metà degli anni Cinquanta, Battaglia collabora con il settimanale Il Vittorioso, realizzando diverse storie in costume, Bersaglieri di Crimea di Renata Gelardini, Il corsaro del mediterraneo di Danilo Forina, La piuma bianca, Il tesoro dei Polignac.

Nel 1967, per l’editore Ivaldi, pubblica sulla sua rivista Sgt. Kirk la riduzione del Moby Dick di Melville. Con il Corriere dei Piccoli e con il Corriere dei Ragazzi realizza diverse riduzioni di favole a fumetti e storie di guerra (molte di queste ultime sono poi raccolte nel volume della Fabbri Uomini in guerra), nel 1972 su testi di Triberti pubblica, nel supplemento al Corriere dei Ragazzi, Re Cervo, L’uccello di fuoco, L’acciarino, L’usignolo dell’imperatore. Su testi della moglie Laura realizza in versione grottesca I cinque su Marte e I cinque della Selena e, sempre con il suo aiuto, condensa sapientemente i testi di diversi romanzi classici.

Nel 1973 per Linus realizza La Nube purpurea di M.P. Shiel, La prova del fuoco di Stephen Crane e tutta una serie di racconti tratti da Edgar Allan Poe, di cui ambienta a Venezia il racconto Non scommettete la testa col diavolo e rititolato La scommessa. Ricava da testi di altri autori come E.T.A. Hoffmann Olimpia, Il Golem di J.L. Borges, Lo strano caso del dott. Jekyll e del sig. Hyde di R.L. Stevenson, Woyzek di Buchner, realizza un bellissimo Omaggio a Lovecraft e rivisita i racconti di Guy de Maupassant.

Con uno stile insolito disegna un fatto di cronaca medioevale, La malizia del diavolo, e dalla chiesetta trentina di Pinzolo, in Val Rendena; trae ispirazione per un fumetto dalle figure dipinte sulla facciata esterna della chiesa rappresentanti la danza della morte, intitolato poi Totentanz, nome dato anche al volume della Milano Libri che le raccoglierà.

Per Gino Sansoni, che pubblica la rivista Horror, realizza una serie di illustrazioni tratte dal cinema e da racconti dell’orrore e, sempre nel 70, realizza I Fioretti di S. Francesco, La vita di S. Antonio e varie leggende di Santi per le edizioni padovane il Messaggero dei Ragazzi.

Appassionato da sempre di costumi militari (si costruiva con la cartapesta i soldatini), nel 1975 realizza il volume I Signori della Guerra ovvero La Guerra dei Signori per la Quadragono di Conegliano. Nel 1976 per Il Giornalino su testi di Piero Zanotto realizza Till Ulenspiegel di De Coster, poi Gargantua e Pantagruel di Rabelais. Per la Cepim realizza due volumi per la collana Un uomo un’avventura: L’uomo della legione e L’uomo del New England.

Sempre sul Messagero dei Ragazzi tra il 1974 e il 1980 realizza nove fumetti tratti da racconti classici, della Bibbia e su testi suoi: Un patrono per Venezia (di Piero Zanotto, 1974), La leggenda di S. Giorgio (1976), Il giocoliere della Madonna (Laura Battaglia, 1976), Caino (1978), I candelabri del vescovo (Victor Hugo, 1978), Il cuore nello scrigno (1978), Quando fioriranno le rose (1978), L’innominato (Alessandro Manzoni, 1978) e La storia di Ruth (1980). Nell’80 realizza per l’Isola Trovata il prologo del volume Casanova, Un vecchio bibliotecario, in cui narra la fine della vita del dissoluto veneziano.

Viene invitato dalle edizioni parigine Larousse a realizzare Dampier, episodio che fa parte dei volumi La decouverte du monde e La crociera gialla nella serie Histoire du monde. La rivista Orient Express dell’Isola Trovata lo invita a realizzare un personaggio per la serie I protagonisti. Battaglia crea così l’Ispettore Coke di Scotland Yard, la collana pubblica il primo fascicolo, I delitti della Fenicem continua poi con La mummia. Il terzo episodio, Il mostro del Tamigi, non viene completato. Dino Battaglia muore il 4 ottobre 1983, colpito da un male che non perdona.

Paolo Telloli