Leone Frollo è, senza ombra di dubbio, uno dei maggiori esponenti del fumetto erotico made in Italy. La carica sensuale, seducente, ammaliante, che trasmettono le sue immagini disegnate è sicuramente molto forte e coinvolgente. Come si può resistere a Lucifera? O a Yra? O, soprattutto, alla sua Biancaneve? Esse rappresentano i nostri sogni proibiti trasposti su un foglio di carta, la materializzazione (seppure bidimensionale) dei nostri desideri. Frollo le plasma senza aggiungere o togliere nulla a madre natura: sono immagini fresche e realistiche, caratterizzate da un tratto pulito e ben curato. E’ un onore per me, quindi, fare questa breve ma interessante chiacchierata con il prestigioso disegnatore.

Come si è avvicinato al mondo del fumetto? Cosa faceva prima?
Mi sono laureato in architettura ma al fumetto mi sono avvicinato all’età di sei anni, appena ho cominciato a leggere. Sono stati un po’ i compagni di tutta la mia vita, insieme alla musica, ai libri e a tante altre cose. Ho sempre letto fumetti, a parte gli ultimi anni (secondo me non vale più la pena leggerli, ci sono talmente poche cose buone!). Ho iniziato leggendo gli americani… Poi, prima di finire l’università, mi hanno offerto un lavoro per l’Inghilterra; ho conosciuto Bellavitis (che faceva già parte del clan di Asso di Picche e lavorava per la Collana Eroica). Ho lavorato un po’ con lui poi, visto che mi venivano bene le donne, ho fatto dei lavori su storie romantiche… cose per ragazzine. Questo intorno agli anni Cinquanta. Poi ho fatto un po’ di tutto: storie horror per la rivista Terror, poi fantascienza… ho lavorato anche per il Corriere dei Piccoli.

E come ha preso la decisione, in seguito, di occuparsi esclusivamente di fumetto erotico?
Conosciuto Renzo Barbieri, che mi ha proposto alcuni suoi personaggi, ho subito iniziato disegnando tantissime storie. Ho cominciato con Lucifera, poi sono venute Biancaneve, Naga, Yra e così via. Ho lavorato praticamente sempre con Barbieri, anche dopo la divisione della Erregi. Infine ho realizzato un personaggio mio, Mona Street, pubblicato in tre volumi, dopodiché ho smesso di fare fumetti. Ora faccio solamente illustrazioni, esclusivamente erotiche, ma molto soft: le volgarità gratuite non mi piacciono, un po’ per timidezza e un po’ per buon gusto.

Secondo lei l’erotismo a fumetti ha ancora qualcosa da dire o è stato definitivamente sostituito dai nuovi media?
Secondo me ha ancora molto da dire, ma se è fatto bene! Purtroppo ci sono pochi autori che fanno bene il fumetto erotico. Mi piacciono Manara e Saudelli, ad esempio.

Quanto è difficile comunicare erotismo attraverso un fumetto? Quali sono gli ingredienti di un buon fumetto erotico?
Sarebbe necessario che ci fosse sotto un racconto, un’idea… che non ci fosse solo erotismo gratuito. Quando si parla di erotismo ormai bisogna andare sul morboso… ecco: bisognerebbe trovare qualcosa di morboso ma non troppo.

Si pente di qualche scelta professionale fatta in passato?
Ma no, guardi… nel complesso no. Ho fatto delle cose anche abbastanza sempliciotte, non tanto impegnate, ma non le rinnego.

Cosa suggerisce ai giovani autori che si affacciano sull’impervio mondo dei fumetti?
Di lavorare per Bonelli che è l’unico che da lavoro, oppure per la Disney. Da noi non è come in Francia dove c’è una cultura del fumetto, con offerte diversificate. Quindi bisogna iniziare ad avvicinarsi al fumetto assimilando fin dall’inizio la filosofia di questi due stili editoriali. In alternativa, se sono bravissimi, potrebbero provare in America… oppure lavorare per l’illustrazione.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Si… saranno pubblicati due volumi in Francia, dalle Edizioni Bagheera, uno sul bondage, sempre soft, e uno sulle donnine degli anni Venti/Trenta. Ci saranno molte illustrazioni, quasi tutte a colori. Probabilmente verranno distribuiti anche in Italia. Inoltre mi diverte molto disegnare i miei acquerelli. Fumetto niente: mi sono stancato! Dopo i tre Mona Street ho smesso. Non mi soddisfa più!

Vincenzo Raucci

Leone Frollo

È nato a Venezia il 9 aprile 1931. Ha cominciato a realizzare fumetti disegnando, su testi propri, storie western a puntate su Il Risveglio. Nel 1953 è subentrato a Giorgio Bellavitis nella realizzazione de La strada senza fine, sul Corriere dello Scolaro e, dal 1958, ha iniziato una fitta produzione di storie di guerra per la Fleetway tramite lo Studio D’Ami, disegnando anche alcuni episodi del fortunato Battler Britton, e passando poi, sempre per editori inglesi, al genere romantico.

Negli anni Sessanta ha realizzato Guerra agli invisibili sul Corriere dei Piccoli, Perry Rhodan per la Germania, Melody John per la Sepim, lavori vari per il mensile Il Risveglio e il western La Vedova Nera per l’Editrice Naka. Nel 1970 ha iniziato una collaborazione con la ErreGi, disegnando alcuni numeri di Terror e poi il personaggio di Lucifera. Passa all’Edifumetto, creando le serie di Biancaneve, su testi di Renzo Barbieri, Naga e Casino quest’ultimo, su testi di Rubino Ventura, è stato ripubblicato in volumetti dalla Blue Press. Crea inoltre Ira e Fan, un fumetto fantasy.

Collabora con l’Eura Editoriale nella seconda metà degli anni 80 realizzando storie per Skorpio e Lanciostory. Per le Edizioni Glamour realizza Mona Street, tre volumi con illustrazioni e fumetti a sfondo erotico.