Quando nel lontano 1977 uscì il primo numero di Ken Parker, il mondo dei comics si arricchì di un nuovo, affascinante protagonista. Allora, sceneggiatore di belle speranze e di altrettanto bei sogni, ero rimasto colpito dalla semplicità e dalla bellezza delle storie, dai tratti che caratterizzavano un personaggio che ci somigliava troppo per non avere successo.

Accanto alle gasanti e strafottenti imprese di Tex, alle gesta soft del Comandante Mark eternamente impegnato contro gli Inglesi come era stato Blek prima di lui, Ken Parker usciva dalla sceneggiatura dell’eroe per immergersi in quel filone di avventura tanto caro alla splendida Storia del West.

Sino ad oggi, sono stati principalmente tre i momenti più significativi della sua vita editoriale. Le origini per il gruppo bonelliano (Giugno 1977), il sogno dell’indipendenza che creò il Ken Parker Magazine (Giugno 1992) e il ritorno all’ovile, sempre sotto forma di Ken Parker Magazine, con il numero 21, nell’Ottobre del 1994. Fra questi periodi il personaggio ha vissuto la pregevole ristampa della serie Oro, volumi di storie autoconclusive realizzate in tutti i formati, compresa una coda alla ristampa, ed è stato ospitato da numerose riviste. Penso che, indipendentemente dalla signorile benevolenza di Sergio Bonelli, Ken Parker abbia oggi davvero trovato un contenitore appropriato, dove accanto alle avventure del nostro non-eroe c’è molto spazio per affrontare tematiche interessanti e curiose. Ma non voglio allontanarmi troppo dai commenti emozionali.

Queste note sono dedicate alla continuità di un’idea che, a quanto pare, è destinata a durare nel tempo. E se in primo momento quest’idea era rappresentata dai racconti, dalle sceneggiature e dalle immagini, da un po’ di tempo questi fattori sono diventati un contorno all’immagine di un personaggio che anche in un sommario tratteggio riesce a trasmettere sentimenti di umanità e di positività.

Berardi e Milazzo, con Ken Parker, hanno creato un eccellente strumento di comunicazione. E sono rimasti tanto affascinati da questo testimonial dei bei tempi che furono da lasciarsi (ultimamente) invitare a partecipare ad una sua storia. Non è una novità, ma non importa. Se per gioco prendete in mano il numero 1 del Giugno 1977 (Lungo Fucile) e l’ultimo numero del Ken Parker Magazine, potrete scoprire che poco è cambiato, pur nella rinnovata modernità di un personaggio che era già nato grande diciotto anni fa.

Io credo (nulla è più personale di quanto vado a scrivere) che l’essenza di Ken Parker non debba essere unicamente ricercata nelle avventure apparse prima sugli albi e, poi, sul magazine. Penso piuttosto che chi desidera entrare profondamente nel suo spirito debba leggersi e rileggersi, guardare e riguardare, le brevi storie autoconclusive uscite un po’ ovunque, per esempio su Comic Art. Si tratta di storie che sono state anche raggruppate in più raccolte e che posseggono tutta l’essenza del personaggio, che riescono a trasmettere, in poche vignette, tutta la sua filosofia di vita, la sua umanità, i suoi pregi e i suoi difetti.

É a contatto con la natura, oppure nei piccoli siparietti con la Nazione Indiana che Robert Redford-Ken Parker sa farsi amare di più, sa farsi ricordare con maggior piacere. Per il resto, non mi riesce di immaginarlo se non appoggiato alla sella al fuoco di un bivacco, con un libro in mano, nella sua cercata e beata solitudine fra i ricordi di infinite avventure e la convinzione che proprio questa solitudine è la sua compagna più preziosa, la condizione che muove tutte le cose.

Sono trascorsi diciotto anni dall’uscita del primo numero, ma ogni mese dalle pagine del Magazine ci aspettiamo sempre qualcosa che sappia entusiasmarci. E Ken Parker non ci delude mai, perché è il marchio di un’epoca che, seppur lontana, ci appartiene profondamente. Perché questo personaggio è un grande comunicatore in positivo, e se è finito il tempo degli eroi (per chi ha una certa età), è altrettanto vero che nessuno di noi ha intenzione di smettere di sognare, accanto a un bivacco, con il nostro amico Ken.

Roberto Anghinoni