Umberto lo conobbi ad una riunione di disegnatori nell’Ottanta. La prima cosa che mi chiese era il nome, numero di telefono e, per chi disegnavo. Era un ‘archivista’ di disegnatori, la sua agenda era strapiena di nomi di autori e operatori del fumetto italiani e non.

Manfrin lo si ricorderà soprattutto come il disegnatore di Tiramolla, il personaggio che superò in popolarità Cucciolo. Negli anni che seguirono ci siamo frequentati e ritrovati più volte alle mostre, agli incontri e alle “Pizzate” dove, a tavola, si poteva parlare meglio e con tranquillità di fumetto.
Era nato il 29 settembre 1927 a Udine. Il padre, impiegato statale, veniva trasferito per lavoro in varie città. Negli anni Cinquanta è a Milano e Umberto si iscrive all’Accademia di Brera con l’intenzione di diventare scenografo e una volta diplomato, trova solo lavori occasionali con registi televisivi e compagnie teatrali. Scopre i fumetti e dopo alcuni tentativi andati a vuoto inizia a collaborare con le Edizioni Alpe di Giuseppe Caregaro. La collaborazione inizia con una storia su “Gaie Fantasie” nel 1952 e, nonostante lo consideri “un lavoro fumoso da non prendere sul serio” continua in maniera sempre più massiccia a produrre tavole.
All’Alpe gli assegnano il personaggio di Tiramolla dal momento che Giorgio Rebuffi, creatore del personaggio, è troppo impegnato con altri personaggi. Manfrin lo continua fino al ’76 firmandosi come di consueto con lo pseudonimo Mamberto. Nello stesso periodo ha creato i personaggi di Ullaò e l’Ammiraglio, storie che trovano spazio nelle varie pubblicazioni Alpe.
Realizza, nel ’68, per la Mondadori le storie di Braccobaldo su licenza della Hanna & Barbera. Nel ’70, quando le riviste a fumetti spaziano nelle edicole, per le Edizioni Teco realizza il personaggio di Napoleone, che darà anche il nome alla pubblicazione. Le riviste piano piano scompaiono e nel ’72 Manfrin inizia una nutrita collaborazione con “Il Corriere dei Piccoli”, disegnando vari episodi di Svicolone, Gli Antenati, Braccobaldo e nel settimanale trova spazio anche un suo nuovo personaggio, Tony Spazzola. Nel contempo con le Edizioni Bianconi disegna il personaggio del Gatto Felix e per la stessa casa editrice anni dopo pubblicherà I Ren.
Nel ’77 inizia una lunga collaborazione con “L’Alleanzino”, giornale per i più giovani soci dell’Alleanza Assicurazioni, dove pubblica i personaggi di Rob & Stalli. Per il settimanale “Lanciostory” ha ideato la striscia Playsport, di cui è stato autore di testi e disegni.

Sempre insoddisfatto dei suoi lavori, Manfrin trova motivo d’orgoglio per cose pubblicate sulla rivista “Smack” nel 1978, una realizzazione molto innovativa per i fumetti per bambini. Negli anni Ottanta collabora con “La Banda Tivù” realizzando la serie Temple e Tam Tam. Per le edizioni Domus pubblica sul settimanale “Più” le avventure del Gatto Igor e di Bosco e Golfo su testi di Roberto Renzi.
L’Agenzia che commercializzava le vignette di Isidoro lo contatta con l’intenzione di realizzare fumetti. Manfrin accetta modificando il personaggio. Porta il gatto a camminare in posizione eretta, cambiando completamente le caratteristiche e ottenendo così un immediato successo. Un successo tale da meritarsi i complimenti da parte della casa distributrice.
Ha collaborato anche con case editrici straniere come la Kauka Verlag e per il mercato inglese, nel 1973, ha disegnato il clown Bozo.

Ricoverato per un disturbo che sembrava ormai risolto, muore per una sopraggiunta broncopolmonite il 28 febbraio 2005.

Paolo Telloli