Pietro Ardito è nato in Argentina, precisamente a Buenos Aires il 21 marzo del 1919. Figlio di genitori italiani, originari di Rapallo, qualche anno dopo la sua nascita, la famiglia rientra in patria. Della sua vita privata si conosce poco, si sa che ha prestato servizio di leva in Libia e che negli anni Quaranta ha lavorato a spettacoli teatrali. È stato disegnatore di tessuti per importanti ditte nel comasco e nella Toscana, così come insegnante di ornato in alcune scuole serali.

Si dedica con passione alla pittura (famose sono le sue serie di dipinti sui pretini) ma trova modo di esercitare nella caricatura una sua capacità di sintesi inimitabile. Le sue caricature sono pubblicate su diversi quotidiani e settimanali. Sono da ricordare le collaborazioni con “Nazione Sera”, “Il Girondino”, “Settimana Incom”, “Rivista Milano”, “Il Lavoro”, “Il Secolo XIX”, “Il Quaderno del Sale”, “La Repubblica” (dove realizza le caricature di intelletuali e scrittori nel raffinato inserto Mercurio) e su il quotidiano tedesco “Die Tageszeitung”.
Realizza il volume Psicografie pubblicato in Germania dalla Luzifer-Edition. Nel 1984 collabora con la Rai alla trasmissione Prisma.
Indro Montanelli, entusiasta dei suoi lavori, lo invita a collaborare a “Il Giornale”. Partecipa a diverse mostre e manifestazioni collezionando numerosi premi. I suoi lavori sono esposti al Museo Internazionale della Caricatura di Tolentino, al Museo del cinema di Torino, di Basilea, di Instambul e al Kunstmuseum di Düsseldorf.
La casa editrice Il Pennino ha realizzato due volumetti sui suoi lavori, Caricature in linea nel 1997 e Le caricature di Pietro Ardito, 2003.

Recentemente è stato pubblicato un volume su di lui realizzato da Jolanda Giovenale dal titolo Biografia e bibliografia di quel genio della caricatura che risponde al nome di Pietro Ardito.
Dalla metà di febbraio al 15 marzo di quest’anno la città di Rapallo gli dedica una esauriente mostra divisa su due piani. Il piano inferiore dedicato alla sua pittura e il piano superiore alle sue caricature. Presente all’inaugurazione, sfortunatamente non potrà vederne la fine perchè scompare improvvisamente il 28 febbraio 2005.

Osvaldo Bighi