Ci ha lasciati nella notte tra il 7 e l’8 maggio scorso Pierluigi De Mas, uno dei più significativi autori della storia dell’animazione italiana.

Nato a Padova il 18 aprile 1934, De Mas aveva iniziato a lavorare nel campo dell’animazione quando a vent’anni aveva cominciato a collaborare con lo Studio Tris come animatore e scenografo. Tre anni dopo è tra i soci fondatori, ricoprendo anche il ruolo di direttore artistico, della Cartoons Film, società molto attiva nella produzione di serie pubblicitarie per Carosello negli anni Sessanta. Dalla fervida immaginazione di De Mas nasce tra gli altri l’Omino Bialetti (1968), ma non gli sono da meno i successi delle campagne da lui ideate per Lanerossi, Orzo Bimbo o San Pellegrino.

Nel 1972 ha fondato la Audiovisivi De Mas, con la quale ha iniziato a realizzare anche filmati in live action e a sperimentare nuove tecnologie di ripresa, e nel 1999 la De Mas & Partners, che invece si orienta verso la produzione di lungometraggi e serie televisive. Quest’ultima società ha prodotto le serie a cartoni animati di Cocco Bill ma anche i Cartoni dello Zecchino d’oro e l’adattamento per il piccolo schermo della Compagnia dei Celestini di Stefano Benni.

Dotato di un senso dell’umorismo elegante e capace di ironizzare su qualunque cosa, De Mas ha lavorato nel corso della sua carriera con alcuni dei nomi più importanti della televisione, da Gigi Proietti alla Carrà ad Adriano Calentano, per il quale l’anno scorso aveva realizzato il videoclip di C’è sempre un motivo ispirandosi ai disegni di Tanino Liberatore.

Molte generazioni di telespettatori italiani sono cresciute guardando i cartoni animati di Pierluigi De Mas, un autore che ha saputo lavorare al meglio a spot pubblicitari come a sigle televisive e video musicali, riuscendo sempre a valorizzare al meglio la propria fantasia e il proprio stile.

Alberto Cassani