È stato uno degli autori più importanti del fumetto europeo, Luciano Bottaro. È stato anche uno dei più prolifici, creatore di una miriade di personaggi comici e di una valanga di storie straordinarie. Ci ha lasciati lo scorso 25 novembre, pochi giorni dopo il suo 75° compleanno.

Luciano Bottaro era nato a Rapallo il 26 novembre 1931. Appassionato di fumetti fin da bambino, aveva iniziato a farne una professione nel 1949, creando storie che gli permettessero di raccontare le sue grandi passioni. Personaggi preistorici, magici ed avventurosi; ambientazioni esotiche e nord americane. Queste sono le idee da cui hanno tratto vita personaggi come Aroldo il bucaniere (la prima creazione originale di Bottaro, per conto delle Edizioni De Leo), il sergente delle giubbe rosse Baldo, Redipicche, i Postorici, Whisky e Gogo, Pon Pon e Pepito. Personaggi che hanno avuto un enorme successo nel nostro paese ma sono stati apprezzati ancora di più all’estero, dove hanno visto molte testate a loro dedicate.

Ma Bottaro – sempre riconoscibilissimo dal segno tondeggiante così come dalle atmosfere surreali e dai dialoghi brillanti e particolarmente curati – è stato anche uno dei più grandi interpreti del fumetto disneyano a livello mondiale. Autore di quel Dottor Paperus che è sicuramente una delle storie più belle della carriera fumettistica di Paperino, Bottaro ha anche saputo dare nuova verve ad una figura caduta un po’ nel dimenticatoio come la Strega Nocciola, inserendo poi nell’universo disneyano anche il personaggio di Rebo, ossia una (riuscitissima) parodia del cattivo della serie di Saturno contro la Terra.

Non è solo a livello creativo, che Luciano Bottaro ha avuto importanza per il mondo del fumetto. L’autore ligure è stato infatti uno dei primi a creare un vero studio professionale, inizialmente insieme a Guido Scala e Franco Aloisi e poi anche con Carlo Chendi. Quando poi si è aggiunto anche Giorgio Rebuffi ecco nascere, nel 1968, lo studio Bierreci. La “scuola di Rapallo” non era soltanto un’occasione per far collaborare gli autori in maniera diretta, ma anche un vero e proprio marchio che identificava i loro lavori e poteva assicurare massima esposizione alle storie e a chi le aveva realizzate. Nel corso degli anni, a questo studio si sono aggiunti tra gli altri fumettisti del calibro di Tiberio Colantuoni, Gianfranco Berardi e Ivo Milazzo.

Insomma, in quasi sessant’anni di carriera Luciano Bottaro ha veramente lasciato un segno indelebile nel mondo del fumetto. È stato sicuramente uno degli autori italiani più apprezzati, e probabilmente anche uno di quelli di maggior successo. Le sue storie e i suoi personaggi ci mancheranno.

Alberto Cassani