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Parola chiave: Caregaro

Il mestiere di editore – di Paolo Telloli

Tea Bonelli – di Paolo Telloli
Marno Tomasina – di Gian Mario Traverso
Fratelli Del Duca – di Paolo Telloli
Giuseppe Ponzoni – di Paolo Telloli
Giuseppe Caregaro – di Riccardo Pesce
Renato Bianconi – di Paolo Telloli
Bianconi Editore – di Pierluigi Sangalli

Il Corriere dei Piccoli – di Francesco Foti

Gino Marchesi: l’uomo che diede un volto ad Eva Kant – di Alberto Cassani

Josè “Pepe” Gonzales – di Paolo Peruzzo

Umberto lo conobbi ad una riunione di disegnatori nell’Ottanta. La prima cosa che mi chiese era il nome, numero di telefono e, per chi disegnavo. Era un ‘archivista’ di disegnatori, la sua agenda era strapiena di nomi di autori e operatori del fumetto italiani e non.

Manfrin lo si ricorderà soprattutto come il disegnatore di Tiramolla, il personaggio che superò in popolarità Cucciolo. Negli anni che seguirono ci siamo frequentati e ritrovati più volte alle mostre, agli incontri e alle “Pizzate” dove, a tavola, si poteva parlare meglio e con tranquillità di fumetto.

Sempre insoddisfatto del suo lavoro Alberico Motta inizia giovanissimo a disegnare fumetti per la Dardo. Successivamente passa alle Edizioni Bianconi dove, oltre a disegnare fumetti comincia a scrivere sceneggiature che sono talmente apprezzate da diventare la sua principale occupazione. In seguito, abbandonata questa attività, entra a far parte dello Staff di If e dopo qualche anno comincia ad interessarsi ai computer nell’epoca in cui esistevano soltanto sistemi ora definiti ‘pionieristici’. Succes-sivamente si occupa di pubblicità e in questo momento sta sperimentando un altro tipo di lavoro.

Tra i disegnatori che hanno per lungo tempo realizzato storie a fumetti con personaggi propri e altrui o gestiti da varie case editrici e su licenza di altri, il più noto è senz’altro Tiberio Colantuoni. Romano di origine, si è trasferito a Milano nei primissimi anni Cinquanta con l’obiettivo di realizzare fumetti. In questa intervista ci racconta il suo percorso professionale.

Come è iniziata la tua passione per i fumetti?
Da piccolo, all’età di due, tre anni amando i mezzi di trasporto… le auto, i treni e li disegnavo dappertutto, sui muri, sui quaderni su qualunque superficie era possibile disegnare.

Guido Zamperoni – classe 1912, nato a Milano il 21 luglio – inizia la sua attività di disegnatore realizzando i fugurini teatrali per opere e operette nella sartoria del padre. In seguito il padre abbandona l’attività in proprio per diventare dirigente della sartoria della Scala e Guido si dedica al giornalismo nel campo della moda.

Inizia a disegnare storie salgariane a fumetti per il Giornale dei Viaggi e delle Avventure della Sonzogno. In seguito collabora con L’Avventura delle Edizioni Mediolanum e con l’Editrice Boschi continua I pirati della Malesia, lasciati incompleti da Ferdinando Corbella.

Il fumetto in costume made in Italy può contare su un buon numero di rappresentanti, una nutrita schiera di validissimi autori. Uno di questi è senz’altro Nicola Del Principe e, a dispetto di quanti se lo ricordano per il fumetto comico (Nonna Abelarda, Trottolino) o per il fumetto erotico (Il Camionista, Angelica), è soprattutto un meticoloso “storico” delle nuvole parlanti.

Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?
Ero fidanzato con una ragazza, in Puglia, la quale aveva una sorella fidanzata con un disegnatore di fumetti di Milano…

Quello che segue è l’elenco alfabetico di tutti gli autori di cui abbiamo scritto su Ink. Riportiamo il numero su cui potete trovare l’articolo o l’intervista e, quando serve, il link all’articolo su questo sito.