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Tag: Numero 12

Fumetto in crisi… No Grazie! – di Paolo Telloli

Intervista a Boselli & Colombo – di Francesco Marelli e Mirko Perniola
Intervista a Gianfranco Manfredi – di Francesco Marelli
Intervista a Claudio Villa – di Francesco Marelli
Intervista a Carlo Peroni “PeroGatt” – di Vincenzo Raucci
Intervista a Silver – di Vincenzo Raucci

Rigor Mortis – La riscossa del genio del male – di Mirko Perniola

Dino Battaglia – di Paolo Telloli

Inganno Bianco – Fumetto di Mirko Perniola & Riccardo Arena

Raymond Peynet – di Paolo Telloli

In occasione di una lezione di fumetto spiegai ai ragazzi della classe la tecnica illustrativa di Dino Battaglia. I più giovani non lo conoscevano affatto, mentre quelli con qualche anno in più ne avevano solo sentito parlare. Entusiasmati dalle splendide tavole e dal modo di raccontare la storia mi chiesero in che modo avrebbero potuto trovare del materiale per la loro biblioteca. Suggerii loro che oltre alle varie fumetterie avrebbero potuto trovare materiale nelle varie fiere. Alla prima fiera mi trovai con questi miei allievi e girammo i vari tavoli degli espositori e con mio grande rammarico scoprii che di Battaglia avevano pochissimo materiale e quello disponibile a prezzi proibitivi.

Mi sembrava doveroso, nell’ambito di questa nostra perlustrazione del mondo horror, intervistare uno dei pionieri del nuovo modo di terrorizzare coi fumetti: Carlo Peroni. Così, in un freddo pomeriggio invernale, perso tra le nebbie del varesotto, mi inoltro nella tenuta del maestro…

Com’è nata la rivista Psyco?
Alla fine degli anni Sessanta, dato il grosso successo di Horror, avevo suggerito all’Editrice Naka di fare una rivista parallela, abbastanza simile nei contenuti, nel formato e nel numero di pagine.

Dopo numerosi tentativi andati a vuoto, a causa dell’enorme mole di lavoro che Claudio Villa si trova costretto a compiere per la gioia di tutti i suoi lettori, sono riuscito a strappare una piccola intervista a questo grandissimo autore durante un incontro tenutosi a Milano nella libreria Tutto Fumetto. Così è andata…

Come hai iniziato a lavorare per Bonelli e come è iniziato il tuo rapporto con Dylan Dog?
Ho iniziato a disegnare per Bonelli negli anni Ottanta.

Il nome di Silver, al di là delle numerose collaborazioni editoriali, è principalmente legato alla figura di Lupo Alberto. Quanto ti pesa questo limite (se di limite si tratta), indipendentemente dall’indubbia fortuna che ti ha procurato?
Ritrovarsi legato a un’idea, a una creatura che lo vincola, che non gli consente di esprimersi anche in altre forme è un limite per chiunque. Però può essere anche un comodo alibi per non cimentarsi con altro e per adagiarsi, tutto sommato, in una routine che dà una certa serenità.

In un numero di Ink come questo era doverosa l’intervista a Gianfranco Manfredi, autore che ha avuto il merito di rivoluzionare in Italia il fumetto western considerandolo da angolature completamente nuove. Il suo Magico Vento è stato la prima di una lunga serie di nuove testate firmate Bonelli con le quali è stato completamente rinnovato il mercato delle edicole.

Come sono state fatte queste scelte e com’è stato accolto Magico Vento dai lettori?
Aumentare il parco testate è stata una scelta coraggiosa della casa editrice che poteva benissimo continuare a proporre quelle pubblicazioni che già esistevano, mantenendo comunque ottimi risultati.