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Tag: Numero 18

Quelle storie di tanto tempo fa – di Paolo Telloli

Intervista a Paolo Piffarerio – di Vincenzo Raucci
Intervista a Carlo Ambrosini – di Francesco Marelli e Fabrizio Mercandelli
Intervista a Nicola Del Principe – di Vincenzo Raucci
Intervista a Lina Buffolente – di Davide Barzi (con interventi di Lola Airaghi e Anna Lazzarini)
Intervista a Carmine Di Giandomenico e Alessandro Bilotta – di Luca Caputo

I Passeggeri di Bourgeon – di Robert Keane
Hermann, un autore a tutto tondo – di Alessio Angeleri
André Juillard – di Gianapaolo Saccomano

La Ronda del Gufo – Fumetto di Vincenzo Raucci & Roberto Piere

Dago, il giannizzero nero – di Gianpaolo Saccomano
Antonio Sciotti – di Paolo Telloli

Lanterna Magica: si riparte – di Francesco Filippi

Gianluigi Bonelli – di Ferruccio Alessandri
Guido Scala – di Luca Boschi

Fumetti di Frontiera – di Vincenzo Raucci
Angouléme, mon amour – dal nostro inviato Tino Adamo

«Alcuni insegnanti sostengono di aver sensibilizzato i loro allievi sulle materie storiche grazie ai miei fumetti. Io stesso ho cominciato in questo modo: mi sono appassionato all’antichità leggendo le avventure di Alix su ‘Le Journal de Tintin’. Io non ho l’ambizione o la pretesa di disegnare delle opere scientifiche: ciò che mi piace nel fumetto è che uno può fare tutto… se non altro su una base sufficientemente solida per essere credibile, dando così un’idea abbastanza affidabile di quella che è l’epoca che disegna». Questo è quanto dichiara Andrè Juillard in un’intervista rilasciata in occasione del 10° anniversario della “collection Vècu” presso Glénat.

Che cosa si è soliti aspettarsi da un cartoonist? In genere, dalla sua nascita professionale in poi si segue un’evoluzione che lo vede affinarsi nel tratto, maturare nell’immagine, perfezionarsi e diversificarsi nello stile. Hermann Huppen, in arte Hermann, ci da tutto ciò, e anche di più.

Nasce in Belgio, da dove, giovinetto, emigra con la famiglia in Canada. Vi fa ritorno pochi anni dopo, vi si stabilisce, si sposa, trova lavoro come disegnatore per decorazioni d’interni. Grazie al cognato (non finirei mai di ringraziarlo) ha il suo primo approccio con il mondo dei fumetti lavorando per il giornale degli Scout.

Il fumetto in costume made in Italy può contare su un buon numero di rappresentanti, una nutrita schiera di validissimi autori. Uno di questi è senz’altro Nicola Del Principe e, a dispetto di quanti se lo ricordano per il fumetto comico (Nonna Abelarda, Trottolino) o per il fumetto erotico (Il Camionista, Angelica), è soprattutto un meticoloso “storico” delle nuvole parlanti.

Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?
Ero fidanzato con una ragazza, in Puglia, la quale aveva una sorella fidanzata con un disegnatore di fumetti di Milano…

Per quanto sia un autore francese e nei suoi fumetti noi popolo d’Albione ricopriamo il ruolo dei cattivi, non posso non riconoscere a François Bourgeon una gran maestria nel raccontare storie d’avventura, nel disegnare personaggi e ambienti e nello scrivere dialoghi estremamente eleganti, che ben si sposano con l’ambientazione classica di quasi tutte le sue storie.

Ambientate nel biennio 1780-81, le avventure di Isabella de Mamaye si dipanano dalla Francia all’Africa nera ai Caraibi in un susseguirsi di avvenimenti narrati con tanta efficacia da letteralmente trascinare il lettore all’interno del mondo che gli viene raccontato.