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Tag: Numero 24

Giornali popolari, fumetto contenitore – di Paolo Telloli

Intervista ad Antonino Mancuso – di Paolo Telloli
Intervista a Loredano Ugolini – di Paolo Telloli
Intervista a Lucio Filippucci – di Ruvo Giovacca
Intervista a Gianni Borracino – di Ruvo Giovacca
Intervista a Guido Rosa – di Osvaldo Bighi

Arrivano i TeleFumetti! – di Gianpaolo Saccomano
Corto Maltese: da Hong-Kong alla Svizzera – di Alberto Cassani

Le avventure di TomZonzi – Fumetto di Marco Arioli & Giuseppe Bresciani

Alvar Mayor nelle terre degli Incas – di Alberto Cassani
Cayenna – di Alessio Angeleri
Cybersix – di Alberto Cassani
Pedrito el Drito – di Paolo Peruzzo

Erio Nicolò – di Gianni Brunoro
Giorgio Tabet – di Paolo Peruzzo

Dino Buzzati, fumetti e altre visioni – di Francesco Foti

Una giovane donna avvolta in un mantello nero percorre le strade di Meridiana durante la notte. In certe occasioni barcolla, come se le restassero poche forze; in altre realizza prodezze fisiche irraggiungibili da un atleta olimpionico. Si intuisce una qualche forma di manipolazione genetica, qualcosa che va oltre l’umano, ma in lei si mischiano debolezza e forza, tenebre e bellezza… Ci si innamorerebbe, di una ragazza così; solo che… a Meridiana ci sono 3.123.201 abitanti: la maggior parte di loro sono esseri umani, ma Cybersix non lo è!

«Le Americhe di Pizzarro e di Cortes. Le epiche gesta dei conquistadores. Ma anche tante sofferenze, ingiustizie e sopraffazioni. E tante vicende avventurose ancora sconosciute. Nel Perù di quattro secoli fa.» Con questa didascalia inizia su Skorpio la serie di Alvar Mayor, creata nel 1977 da Carlos Trillo ed Enrique Breccia. Il protagonista della serie – Alvar Mayor, appunto – è figlio di uno dei conquistadores di Pizzarro, e gira per l’antica terra dei Maya e degli Incas in compagnia di Tihuo, un indio di poche parole ma che non si fa problemi ad ammazzare la gente.

Fa freddo e tira vento; ogni tanto qualche lampo rischiara il cielo. È il 6 di agosto, ma non si direbbe proprio. Stamattina pioveva, e anche se nel pomeriggio è uscito il sole, stasera un maglione lo si indossa volentieri, qui in piazza. Piazza Grande, la vera attrazione del Festival Internazionale del Film di Locarno: 7.000 posti a sedere, per guardare uno schermo di 26 metri per 14. Stasera – come tutte le sere, in realtà – tutto esaurito per la prima mondiale del nuovo cartone animato, il primo per il cinema, di Pascal Morelli, autore molto più alternativo di quanto possa far sembrare la foto che trovate da qualche parte in queste pagine.

A partire da questo numero, Ink si occupa (mi auguro in maniera organica e piuttosto precisa…) di un particolare settore produttivo del fumetto: quello di derivazione, per così dire, “telefilmica”. E lo fa cominciando ad analizzare i fumetti tratti dalle principali serie di telefilm degli anni Sessanta e Settanta che hanno avuto una pubblicazione anche in Italia.

Prima di affrontare nel dettaglio l’argomento, è necessario fare una premessa: non è mia intenzione tentare qualsivoglia analisi sociologica sull’evoluzione del costume o dei gusti dello spettatore relativa al cortometraggio televisivo e tanto meno ricostruirne, anche solo parzialmente, la storia e le alterne fortune sul piccolo schermo.