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Nel
nutrito gruppo di disegnatori che realizzarono tra gli anni '60 e '70
fumetti per adulti e diventati porno negli anni '80, spicca come stile
Sandro Angiolini.
Lo
stile classico alla Milton Caniff, a cui inizialmente si ispirava,
evolve nel tempo in una linea chiara e molto marcata, più vicina al fumetto
comico, staccandosi completamente dalle linee degli altri disegnatori.
I visi dei personaggi, con tratti essenziali a volte semplicistici, trovano
forza nelle espressioni forti che ben accompagnano la narrazione. Maestro
nella figura femminile disegna le donne sempre formose, dalle più giovani
e avvenenti alle più attempate e ormai sfiorite sapendo far sprigionare
una sensualità provocante.
Disegnatore
abilissimo, trasformava con maestria le situazioni più innocenti in occasioni
peccaminose. Prolifico autore ha realizzato illustrazioni per le più svariate
riviste e innumerevoli albi a fumetti, e nei momenti di intenso lavoro
con l’aiuto di alcuni suoi stretti collaboratori consegnava all’editore
due albi doppi di formato tascabile nello stesso mese, pari a 460 tavole
a due vignette.
Sandro
Angiolini nasce a Milano il 9 giugno 1920, inizia l’attività di disegnatore
ancora studente agli inizi degli anni '40 realizzando illustrazioni e
vignette per periodici umoristici.
Successivamente realizza diversi racconti rosa a mezzatinta per le riviste
Incanto di Palazzi, Luna Park della Rizzoli e Festival
di Baggioli.
Dal '43 al '48 è uno dei principali animatori del lungometraggio La
Rosa di Bagdad di Anton Gino Domenghini distribuito poi
nel 1949 e recentemente restaurato.
Per le Edizioni Zenith nel 1951 realizza Calam la pantera del West,
western vagamente ispirato al personaggio storico di Calamity Jane
(alternativa al Pecos Bill della Mondadori che in quegli anni andava
molto bene); la testata chiuderà dopo 15 numeri. Nello stesso tempo realizza
su testi di Charles Navy L’Uomo Invisibile, pubblicato sul
periodico Domani. Sempre nel '51 inizia una lunga e intensa collaborazione
con la Casa Editrice Dardo realizzando copertine per Gim Toro,
Capitan Miki, Il Grande Blek che uscivano settimanalmente.
Nel '52 realizza su sceneggiature di Testoni il suo personaggio comico
più noto, Chicchirichì. Come animale antropomorfo usa un
galletto, animale poco usato dai disegnatori che di solito prediligono
topi, gatti, cani, paperi o conigli.
Chicchirichì darà il nome alla testata e ospiterà anche personaggi di
autori come Antonio Terenghi, Alberico Motta, Sergio
Tarquinio e altri; avrà una periodicità mensile fino al '56 e quindicinale
fino al '58.
Sono da ricordare inoltre altri suoi personaggi comici apparsi anche su
altre testate, Pinotto, Asso e Giolli, Beccos Bill,
Old Paul e Benny, Occhio di Bue, I Pappagalli Moschettieri.
Andrea Lavezzolo creò per Angiolini i personaggi di due evasi Scarafone
e Fildiferro. Passa con facilità dal fumetto comico al fumetto
realistico e, sempre per la Dardo, realizza su sceneggiature di Renzo
Barbieri il fumetto western Billy Rock.
Nel 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma, realizza diverse illustrazioni
a colori per il quotidiano Tuttosport aventi come tema le discipline sportive.
Nei primi anni Sessanta per la Casa Editrice Universo realizza moltissime
vignette umoristiche per l’Albo dell’Intrepido usando lo pseudonimo Sangio.
Nel '65 riprende il personaggio a fumetti L’Uomo Invisibile
per la casa editrice francese Adventures et Voyages.
Nel 1966 Renzo Barbieri fonda l’Editrice Sessantasei ed esce con due pubblicazioni
tascabili disegnate da Sandro Angiolini, Goldrake il nero a fumetti
personaggio ispirato ai vari agenti segreti che prolificavano in quel
momento, che lascerà poi ad altri, e Isabella la Duchessa dei Diavoli
ispirato al personaggio di Angelica dal romanzo di Anne
e Serge Golon che in quel periodo era stato trasportato in alcuni
film. Il successo di Isabella è tale da essere trasportata a sua volta
in film, questo invita altri editori ad imitare questa linea. Nel '69
Furio Viano Editore, già presente in edicola con il personaggio nero Genius
in fotoromanzo esce con la versione a fumetti dello stesso e altre nuove
pubblicazioni Helga, Jolanka e Vartán disegnata da
Angiolini con gli aiuti di Franco Tarantola e Luca Visconti,
i testi dei primi numeri sono dello stesso Furio Viano passati
poi a Paolo Ghelardini.
Le edizioni Geis, prima, e la Edifumetto, poi, lanciano sul mercato nel
1972 la serie di Sexy Favole e Fiabe Proibite, parodie di
classici rivisitati in versione erotica dove Angiolini sarà presente con
diverse divertenti storie. Sono da ricordare Cenerentola, Alice
nel Paese delle Meraviglie, La Bella Addormentata, Il Principe
e la Lupa, Frigilda, Il bel Primolino quest’ultimo in
rima baciata.
Realizza anche la trasposizione in versione sexy di alcuni classici come
I promessi Sposi e, nel '76 la miniserie Una, la storia
di una innocente prostituta ambientata nel XVI secolo. Fortemente censurata
alla prima uscita e ripubblicata poi in versione integrale negli anni
'80 con l’aggiunta di nuove tavole porno e nuovi episodi.
Nel '77 inizia la serie Belzeba, personaggio già apparso nelle
edizioni della Edifumetto come numero unico realizzate da Stelio Fenzo.
Mentre la versione di Fenzo è realistica, quella di Angiolini è grottesca;
il personaggio è inoltre dotato contemporaneamente dei due sessi che,
trattandosi di un fumetto erotico, aggiunge nuove possibilità di diversificazione
sulle storie.
Ambientato in Spagna, nel periodo dell’Inquisizione, sono create in maniera
magistrale le parodie dei personaggi storici quali i regnanti e il perfido
Torquemada con la divertente comicità di Frate Giacinto.
La serie continuerà con 30 episodi e verrà ripresa, poi, in due doppi.
Il suo ultimo lavoro è del 1980, La Poliziotta, che non raggiunge
i livelli delle serie precedenti anche perché Angiolini non si trovava
a suo agio su personaggi ambientati al giorno d’oggi.
Scompare
per un improvviso malore il 15 ottobre 1985.
Un
particolare ringraziamento ad Antonio Guida e alla Fumetteria Tau Beta
per il materiale fornitoci per corredare l’articolo.
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