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Dal
numero
16 |
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Fantacinema
e Fumetto a confronto |
di
Gianpaolo Saccomano |
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Non ci sono dubbi sul fatto che cinema di fantascienza e fumetto abbiano matrici comuni nel ricco sottosuolo del “fantastico”, ma non credo sia corretto affermare per questo un loro rapporto di dipendenza o di supposta identità. Direi piuttosto, che è proprio il loro continuo influenzarsi ed intersecarsi reciproco ad aver giocato, di pari passo allo sviluppo tecnologico e scientifico, un ruolo importante nel processo di consacrazione del “genere fantascienza” come uno dei più amati dal pubblico di tutte le età. Se vogliamo, quindi, ricostruire brevemente questo percorso comune ai due mezzi espressivi, è necessario fare un bel salto all’indietro negli anni e rivolgere la nostra attenzione a due indiscutibili capisaldi del fumetto fantascientifico di tutti i tempi, Buck Rogers e Flash Gordon. Una serie di primati unisce i due personaggi: Buck Rogers, il redivivo paladino della rivincita americana contro l’orientale oppressione planetaria del futuro, fu infatti creato nel 1929 dallo scrittore Philip R. Nowland e disegnato da Richard Calkin, e viene considerato come il primo vero e proprio fumetto di fantascienza della storia, mentre il biondo e raffinato Flash Gordon, che Alex Raymond pubblicò contemporaneamente a Jim della Giungla a partire dal 7 gennaio del ’34, è –non a caso- il più famoso tra i comics fantascientifici. Entrambi furono tra i primi ad avere una trasposizione cinematografica seriale: il primo nel ’39 con dodici puntate dirette da Ford Beebe e Saul Goodkind; il secondo con addirittura tre serie di grande successo e decisamente godibili (“Flash Gordon”: 13 episodi nel ’36, regia di F.Stephani; “Gordon’s trip to Mars”, 15 episodi nel ’38, di F.Beebe e R.Hill; “Gordon conquers the universe”, 12 episodi nel ’40, di Beebe e R. Taylor). Ad accomunare entrambi i personaggi contribuisce anche la scelta dello stesso attore, Buster Crab- be, come loro interprete ed il fatto che avranno una successiva versione su grande schermo in tempi più recenti (con risultati poco eclatanti, mi vien fatto di aggiungere...). Il film “Capitan Rogers nel 25°secolo”,diretto da Daniel Haller nel ’78, infatti è una trascurabile pellicola di serie B, mentre il pretenzioso “Flash Gordon” del 1980, prodotto da Dino De Laurentis e con la regia di Mike Hodges, a dispetto del budget plurimiliardario e di un discutibile cast inter- nazionale (Max Von Sidow, Timothy Dalton, Ornella Muti, Mariangela Melato...), ha molto della baracconata e –a mio parere- si salva solo per le sontuose ed eccentriche scenografie. Prima
di occuparci di Brick Bradford vale la pena di ricordarvi - e non solo
per dovere di cronaca... poiché il film è piuttosto divertente e ben realizzato!
- l’irriverente sexy-parodia del biondo eroe spaziale, intitolata, con
un gioco di parole, “Flesh (cioè: carne...) Gordon”, diretta nel ’74 da
M. Bienveniste e H. Ziehm. Pieno zeppo di piccanti e spiritose trovate,
questo filmetto quasi al limite dell’underground, costituisce un tentativo
piuttosto riuscito di parodiare un genere fondamentalmente “serioso” come
la science-fiction attraverso la contaminazione col sesso (anche se visto
da un’angolazione grottesca...). Prima di occuparci delle trasposizioni a fumetti di alcuni dei più noti serial televisivi d’ambientazione fantascientifica, è giusto soffermarci su un felice esempio di realizzazione cinematografica derivata dal mondo dei comics: “Dredd-la legge sono io”, girato nel ’95, con la regia di Danny Cannon. Il granitico giudice del XXI°secolo, che emette sentenze ed esegue condanne, sfrecciando nei cieli delle megalopoli del futuro con la sua potentissima moto spaziale, s’avvale sul grande schermo di un buon ritmo e di discreti effetti speciali, mix che, nonostante qualche caduta di tono, ne rende consigliabile la visione. Persino Sylvester Stallone riesce a mantenere un accettabile livello recitativo, risultando credibile nel ruolo di protagonista e restituendoci parte della stentorea ed inflessibile caratterizzazione cui il geniale fumetto di John Wagner e Carlos Ezquerra ci ha abituato. “Dulcis in fundo”, soffermiamoci sui serial televisivi cominciando con la serie di albetti editi dall’italianissima Edi- fumetto nei primi anni ’70e dedicati ai mitici telefilm di “UFO-SHADO”, che la RAI trasmise nell’ormai lontano 1972 e che TMC2 ha riproposto di recente. Che dire di questo isolato tentativo nostrano di restituire su carta le atmosfere e le emozioni che l’organizzazione di difesa terrestre, SHADO, capeggiata dal carismatico Comandante Straker, ha su- scitato in diverse generazioni di spettatori? Domanda imbarazzante, visto che le storie a fumetti si limitavano a ricalcare, più o meno sfacciatamente, ciò che ci era stato mostrato – con impatto ben diverso, grazie ai pregevoli effetti speciali dei gloriosi “Pinewood Studios”... - in TV o al cinema! Miglior giudizio non spetta certo alle scolastiche versioni di “Star Trek” che, nonostante l’indubbia qualità dei disegnatori americani del periodo, non brillano di sicuro per originalità ed efficacia narrativa, limitandosi a riprodurre fedelmente ambienti, situazioni e personaggi che, nella fiction televisiva avevano ben altro spessore e meno staticità. Un gradino più su si colloca l’adattamento a fumetti del fortunato serial anni ’80 sull’invasione aliena dei “Visitors”, che autori validi come Cary Bates e Carmine Infantino, realizzarono con onestà artigianale per la Labor Comics , nel 1986. Giunti a questo punto, è d’obbligo una riflessione finale: se è indubbio che fumetto e fantacinema abbiano avuto molti punti di contatto, mutuando spunti, tematiche e trovate comuni, è altresì vero che il loro non è un rapporto paritetico, poiché alla compunta e dignitosa trasposizione fumettistica di molte opere cinematografiche, molto spesso è corrisposto un tradimento vero e proprio di personaggi e atmosfere tipiche del fumetto. Che fine faranno, allora, questi poveri fumetti di fantascienza , ora che le sofisticate tecnologie del cinema e della TV possono concretizzare quello che soltanto la fantasia e la perizia artistica degli autori di science-fiction ci permetteva di visualizzare...? |