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Dal
numero
26 |
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I
CineFumetti Western |
di
Gianpaolo Saccomano |
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Qualche anno fa Rudy Salvagnini, in un suo saggio pubblicato sulla rivista Segnocinema, affermava a chiare lettere che più o meno tutti i tentativi di trasferire i protagonisti e le caratteristiche di un fumetto sul grande schermo cinematografico prima o su quello televisivo poi, avevano pesantemente deluso le aspettative e che, conseguentemente, queste due forme d'espressione avevano finito col vivere un cammino sempre parallelo e perciò impossibilitato a trovare qualsivoglia punto di convergenza. Premesso che secondo me non aveva tenuto in debita considerazione pellicole del livello del Batman di Tim Burton o Superman di Richard Donner e che i recenti Blade nonchè From Hell - La vera storia di Jack lo Squartatore, o lo sfolgorante successo dello Spider-Man di Sam Raimi erano ancora di là a venire, io non sarei poi così categorico e mi spingerei al punto di affermare che esistono casi in cui fumetto e cinema hanno raggiunto un buon livello di interazione e, in un certo qual modo, si sono completati a vicenda senza per questo tradire le rispettive modalità espressive. Proprio
per sostenere le mie convinzioni prenderò in considerazione uno
dei generi fumettistici più popolari e più "antichi"
del settore, cioè quello del "western classico" e lo
farò cominciando con un vero simbolo del western-classico a fumetti:
l'ormai "mitico" Lone Ranger. Il personaggio del
"ranger solitario", che fu creato per la radio nel 1933 dall'eclettico
Fran Striker, divenne ben presto un vero prodotto multimediale
ante-litteram, visto che fu successivamente proposto in versione televisiva,
fumettistica e cinematografica e sempre accompagnato da un buon merchandising.
Il suggestivo cavaliere mascherato che, in compagnia del fido indiano
Tonto, carica la sua pistola con proiettili d'argento e
cavalca il fremente Silver, anch'esso ferrato d'argento,
ha molto a che spartire con il personaggio di Robin Hood del quale
però stravolge, in maniera decisamente originale, l'ambientazione,
collocandola tra le sconfinate praterie del west americano. Oltre
a Lone Ranger, non sono in realtà molti i comics statunitensi di
ambientazione western che valga davvero la pena di ricordare.Tra essi
c'è però senz'altro la serie con protagonista Red
Ryder, personaggio creato da Fred Harman a metà
degli anni Trenta. Alla
fine degli anni Quaranta, il personaggio di Red Ryder (che da noi non
ebbe mai molto gradimento...) cominciò ad imboccare il viale del
tramonto e fu ben presto surclassato dal fascino latino e dall'irresistibile
brio dell'avventuriero messicano per eccellenza, mi riferisco a Cisco
Kid, personaggio romanzesco creato dallo scrittore O. Henry,
cui la penna di Rod Reed e le magistrali matite di Josè
Luis Salinas, conferirono da subito una lunga e incondizionata fama
fumettistica. A
questo punto è doveroso sottolineare ai nostri lettori che tutta
la produzione cinematografica cui faccio riferimento in questo articolo
non è affatto facile nè da reperire, nè da visionare,
anche fosse soltanto in videocassetta, essendo stata scandalosamente relegata
in una sorta di dimenticatoio da parte delle case cinematografiche. Il
discorso cambia se ci si riferisce invece ai telefilm e ai tv-movie che,
per fortuna, ogni tanto grazie alle emittenti private o ai canali satellitari,
godono ancora di qualche passaggio televisivo. E' poi la volta del classico Hopalong Cassidy, intepretato da William Boyd, cui vanno aggiunti, alla fine degli anni Cinquanta, anche Jim Bowie e Johnny Ringo; cito inoltre Lancer, Laramie e The Lawman, nonchè The legend of Jesse James, senza dimenticare il più famoso (perchè ripreso in un recente film interpretato da Mel Gibson e diretto da Richard Donner) Maverick ,serial televisivo che vantava già allora attori molto importanti come James Garner e Roger Moore; ci sono poi The Monroes del '66 e The range rider con Jock Mahoney, e ancora The rebel, The restless gun e The rifleman, tutti e tre dell'inizio degli anni Sessanta, senza dimenticare Shotgun Slade, interpretato da Scott Brady e i serial concorrenti Tales of Texas (prodotto dalla ABC) e Tales of the Texas rangers della CBS. Concludiamo con The travels of Jaimie McPheeters, il cui protagonista è un giovanissimo Kurt Russel, poi Wells Fargo del '58-'62, il classico Wyatt Earp e il grosso successo di Wanted - Dead or Alive, interpretato nientemeno che dal grande Steve McQueen. Accanto a questa imponente produzione minore, vanno però segnalate alcune serie televisive che per la loro popolarità e per la loro indiscutibile qualità ancor oggi rimangono nell'immaginario degli spettatori che hanno almeno compiuto i quarantanni e che, per fortuna, numerose tivù private continuano a riproporre periodicamente, consentendoci così di far caso a quanto meno creativa e divertente sia diventata la fiction dei giorni nostri. Vale la pena di citare, quindi, il celeberrimo serial Ai confini dell'Arizona, che fu prodotto per dieci anni consecutivi dalla NBC statunitense e che i disegnatori Warren Tufts e Nat Edison trasposero a fumetti (negli albi che da noi pubblicava l'editore Cenisio) senza però riuscire a restituire del tutto la coinvolgente atmosfera che si avvertiva nelle avventure della brigata del ranch Chapparal. Proseguirei poi con l'inconfondibile "ghigno di pietra" del grande James Arness, protagonista carismatico dell'ancor più longeva serie di telefilm e tv-movie intitolata Gunsmoke (da noi ribattezzata Marshall) che, con le sue classiche storie di frontiera di "Johnfordiana" memoria, ha saputo attraverso gli anni conquistarsi il consenso degli spettatori al punto tale da continuare anche adesso ad essere sporadicamente trasposta in lungometraggi (prevalentemente destinati al mercato home-video e televisivo...); dal punto di vista fumettistico è invece interessante ricordare che ne furono realizzati più di trenta albi, quasi tutti su testi dello specialista del genere Paul T. Newman e con i bei disegni dei nostri Alberto Giolitti e Giovanni Ticci. Concluderei
questa carrellata dedicata al western "classico" dei cine-comics,
citando soltanto tre serie televisive,davvero molto popolari, ma che ho
già trattato in dettaglio a proposito dei fumetti derivati da telefilm
(si veda l'articolo pubblicato sul
numero 24 di Ink) e cioè
Rin Tin Tin, Furia (o La Furia del west) e l'arcinoto
clan Bonanza, soffermandomi un attimo, invece, su Rawhide.
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