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Dal
numero
34 |
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Constantine
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di
Gianpaolo Saccomano
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Destino beffardo, quello di Alan Moore, senza dubbio uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti vivente, forse più vicino alla letteratura disegnata che non al fumetto vero e proprio, e inevitabilmente tradito dalle trasposizioni cinematografiche di alcune delle sue opere più riuscite... e proprio adesso che il cinema con l'ausilio della computer graphic incontra sempre meno difficoltà a rendere visivamente ciò che solo l'immaginario dei comics aveva sempre reso possibile ai nostri occhi! Dopo il fascinoso From Hell - La vera storia di Jack lo Squartatoredei fratelli Hughes e il pretenzioso (e pasticciato) La Leggenda degli Uomini Straordinari di Stephen Norrington, anche il serial di grande successo Hellblazer, creato parallelamente a Swamp Thing nel 1985 da Alan Moore e poi proseguito più recentemente da Garth Ennis, ha avuto la sua versione cinematografica, affidata alla regia di un quasi esordiente come Francis Lawrence e interpretata da un attore "di culto" per il genere virtual-fantasy come Keanu Reeves. Sui dettagli della tormentata vicenda soprannaturale, che ruota intorno al protagonista John Constantine (come Costantino, l'imperatore dell'editto di tolleranza ai cristiani e della visione della croce) sorvolo per mancanza di spazio, non senza prima esortarvi a rileggere gli albi capolavoro della serie a fumetti. Mi preme però sottolineare che Moore non ha firmato la sceneggiatura - anzi - ha mantenuto molto distacco da questa produzione Warner, perfettamente studiata a tavolino per diventare un blockbuster. Una
evidente discrepanza dall'opera originale la si riscontra subito considerando
la scelta del protagonista (Keanu Reeves, appunto) che, nonostante una
certa suggestiva e tormentata fisicità, ben poco ha a che spartire
con il John Constantine di Hellblazer che, graficamente, è un tipo
biondiccio e british e anche fisicamente molto somigliante al cantante
Sting. Il
film, che ha dalla sua una certa potenzialità visiva (a tratti
resa davvero bene), non presenta snodi narrativi evidenti - o coinvolgenti
- come quelli dell'omonimo fumetto della DC/Vertigo. Tutto si risolve
infatti in un ipertrofico e magniloquente tripudio di effetti speciali
visivi, scodellati ad un ritmo tale da assuefare ben presto lo smaliziato
spettatore che, difficilmente, prenderà sul serio le peripezie
"esorcistico-virtuali" di questo eroe alternativo, con un cancro
all'ultimo stadio ed un esercito di demoni sempre pronti a fargliela pagare
cara. |