![]() |
Dal
numero
14 |
|
Carlo
Cossio |
di
Paolo Telloli |
|
Da un po’ di tempo a questa parte pensavo di presentare Carlo Cossio nella rubrica Autori da non dimenticare. L’occasione è arrivata con questo numero dedicato al west e non poteva mancare un autore come lui che ha riempito tavole su tavole di personaggi western, dal suo personaggio Kansas Kid ai liberi degli Albi dell’Intrepido al famoso Bufalo Bill. Dall’archivio ho ripescato il materiale raccolto su di lui e mi sono riletto alcune di quelle storie che da ragazzo mi piacevano tanto. Quelle figure impettite che camminavano con le pistole ai fianchi in mezzo alla strada e poi... l’inferno, colpi su colpi, gente che scappava, i proiettili che colpivano i vetri delle finestre, le bottiglie del saloon. Allora noi non leggevamo una storia, la si viveva. Oggi, riguardando quelle tavole, ho avuto le stesse emozioni di allora, quelle sensazioni che pochi disegnatori riescono a trasmettere anche se, con l’occhio critico del professionista, si nota una certa ingenuità nel disegno dei paesaggi o nelle armi, ma si nota anche la grande professionalità del disegnatore. Nel realizzare una storia western, la cosa più difficile da disegnare non sono i cavalli, come si può pensare ma i cappelli. Ho riguardato i disegni e non ho trovato un cappello sbagliato, ogni angolazione anche la più difficile il cappello calza bene. Cappelli
di diversi tipi, quello a falde larghe, quello alto schiacciato, dalla
bombetta alla tuba e poi i visi dei personaggi, ben caratterizzati da
lunghe capigliature con folti baffi e lunghe barbe tipicamente ottocentesche.
Le linee cinetiche che marcano i movimenti delle scazzottate hanno anticipato
di diversi anni il western all’italiana. Attualmente pochi disegnatori
che realizzano fumetti western hanno la capacità di inserire dentro
una storia elementi di questo tipo: guardare questo autore, che ha lasciato
una traccia notevole nel fumetto italiano, non può che far apprendere
qualcosa di più sul loro lavoro. Carlo
Cossio nasce a Udine il 9 gennaio 1907. Nella stessa città frequenta
la scuola professionale Giovanni da Udine. Grazie a un permesso speciale entra nel comando centrale nazista e ritrae la moglie del gerarca con lui presente. Il quadro venne pagato con ben 40.000 lire di allora che, sebbene svalutate, permisero al numeroso gruppo famigliare di sopravvivere decentemente fino alla fine della guerra. Dal
'45 fino al '47 Cossio, in società con l’editore-stampatore Morino Tomasina
crea Tanks, Sam Placid e Mirko. Con le Edizioni Cremona crea nel '47
Ciclone, Testa di marmo e Sambuco su testi di Cesare Solini, nel '48
Kansas Kid su testi di Angelo Saccarello e nel '49 Saetta. Nello stesso
anno disegna l’albo speciale Gimtorissimo Il ritorno della banda subacquea
e Za la mort, una breve serie, portata a termine dal fratello Gino,
della quale si era ispirato ad un film francese. Nel '50 crea Alaska
Gin su testi di Franco Baglioni. Carlo Cossio muore a causa di un male incurabile il 10 agosto 1964 all’età di 57 anni. |
|
Bufalo
Bill
un mito classic |
di
Ruvo Giovacca |
|
Il
personaggio di Bufalo Bill viene proposto da Luigi Grecchi
a Corrado Zucca, allora direttore dell’Intrepido, visto che in
quel periodo sul mercato cerano due personaggi western che andavano molto
bene, Tex e Il Piccolo Sceriffo. Le
storie sono intrecciate con avventure sentimentali, toccano problemi familiari
tra genitori e figli, problemi religiosi e faide tra famiglie molto più
simili ad un’Italia rurale che alla frontiera western, inoltre i personaggi
e lo stesso Bufalo Bill vivono parentesi dedicate all’amore, componente
essenziale per attrarre un pubblico femminile. |