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Dal
numero
24 |
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Cybersix |
di
Alberto Cassani |
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Una giovane donna avvolta in un mantello nero percorre le strade di Meridiana durante la notte. In certe occasioni barcolla, come se le restassero poche forze; in altre realizza prodezze fisiche irraggiungibili da un atleta olimpionico. Si intuisce una qualche forma di manipolazione genetica, qualcosa che va oltre l'umano, ma in lei si mischiano debolezza e forza, tenebre e bellezza... Ci si innamorerebbe, di una ragazza così; solo che... a Meridiana ci sono 3.123.201 abitanti: la maggior parte di loro sono esseri umani, ma Cybersix non lo è! La
serie Cyber è la terza versione di un essere umano geneticamente
modificato dal dottor Von Reichter. La prima serie, gli
Idea Fissa, è semplice ma perfetta: gli Idea Fissa sono stupidi
come un caprone di montagna ma in grado di eseguire qualsiasi ordine.
La seconda serie, i Techno, sa sfruttare al massimo una caratteristica
ben precisa che gli viene impiantata: possono ricoprire qualsiasi ruolo
sociale senza la minima difficoltà, basta programmarli. I Cyber
- la terza serie, appunto - dovevano essere l'apoteosi delle ricerche
che Von Reichter stava effettuando nel suo laboratorio segreto in Amazzonia:
un essere più intelligente, più forte, più agile,
più veloce
migliore. Meglio dell'uomo da sei milioni di dollari!
Invece, tutti e 5.000 gli esemplari creati dallo scienziato tedesco hanno
in breve tempo sviluppato la preoccupante tendenza a ribellarsi agli ordini,
a rifiutare l'autorità che gli ordini li dà. Sarà
forse il fatto che tutti e 5.000 gli esemplari sono stati costruiti partendo
da cromosomi del 1968? Comunque, per non saper né leggere né
scrivere, Von Reichter decide di distruggere l'intera serie, ma grazie
all'aiuto di un vecchio inserviente, la Cyber numero sei, una bambina
di circa diec'anni, si salva dall'Olocausto e fugge fino alla città
di Meridiana. Creata
per le pagine di Skorpio dagli argentini Carlos Trillo e
Carlos Meglia, Cybersix ha messo in mostra fin dalle sue prime
avventure una profondità di testo non comune nei fumetti seriali
proposti in quel tipo di riviste, o da altre case editrici, se è
per questo. Innanzi tutto il fatto che Cybersix si nasconda sotto i panni
del timido insegnante di letteratura Adrian Seidelman -
un uomo! - richiede una complicità da parte del lettore certamente
superiore alla media: non è semplicissimo credere che si possano
nascondere sotto maglioni sformati e giacche da fighetti delle tette ottava
misura come quelle di Cyb
Poi l'uso continuato di didascalie con
la voce narrante della protagonista e l'incredibile quantità di
citazioni letterarie seminate qua e là (roba che neanche Dylan
Dog ai bei vecchi tempi...) davano alle storie un ritmo ben diverso
da quello dei comics più o meno d'azione cui il pubblico del periodo
era abituato. Un ritmo che magari qualcuno poteva trovare lento e noioso,
ma che permetteva al lettore di immergersi completamente nell'atmosfera
ricca di pathos e di ironia tipica delle sceneggiature di Trillo. Personaggi
come Von Reichter e Krumens, come Joseph ed
Helmut, o come Lucas e Lori
erano dotati di caratteri peculiari estremamente efficaci, il che rendeva
le loro vicissitudini davvero molto appassionanti. Non
credo si possa negare che all'iniziale successo del personaggio abbiano
contribuito le tette di cui sopra, le stesse che hanno decretato il successo
di una certa Lara, e mi sembra altrettanto evidente come
il successo sia cominciato a scemare quando Meglia, probabilmente incapace
di rispettare le scadenze che un mensile come quello richiedeva, ha cominciato
a farsi "aiutare" da altre persone, con conseguente notevole
calo nella qualità dei disegni. A posteriori si può dire
che sarebbe stato preferibile rendere la testata bimestrale in anticipo
rispetto a quando lo è diventata, in modo da dare più tempo
ai due bravissimi autori per realizzare le storie. Perché il buon
Trillo ci marciava non poco, con la storia delle citazioni letterarie,
per allungare il brodo... |