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Dal
numero
36 |
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I
Fantastici 4
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di
Alberto Cassani |
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È
il 1994. Bernd Eichinger ha un problema: ha acquistato i diritti
per lo sfruttamento cinematografico dei Fantastici 4 ma
non è ancora riuscito a mettere insieme i fondi necessari per realizzare
il film. Ma secondo una clausola del contratto, ad Eichinger restano solo
un paio di mesi per iniziare le riprese, altrimenti la Marvel tornerà
in possesso dei diritti e lui perderà i soldi pagati per l'acquisizione
degli stessi. Se invece le riprese inizieranno entro la data prevista,
il contratto sarà automaticamente rinnovato per altri dieci anni,
permettendo così al produttore tedesco di realizzare altri film
con protagonista il quartetto creato da Stan Lee e Jack
Kirby. Eichinger decide così di rivolgersi al re dei film
a basso costo, Roger Corman, che in quattro e quattr'otto mette
in moto la sua macchina produttiva. Craig J. Nevius e Kevin
Rock scrivono in pochi giorni una sceneggiatura interessante anche
se un po' banale, vengono scelti gli attori principali e testati gli effetti
speciali, e viene scelto il regista. Le riprese iniziano nei termini previsti
dal contratto, ed Eichinger può tirare un sospiro di sollievo:
anche se quello diretto da Oley Sassone, con il suo budget
di 2 milioni di dollari scarsi, non sarà il kolossal che
aveva in mente, gli darà comunque un decennio di tempo per preparare
un seguito più spettacolare. È
il 2004. Bernd Eichinger sta completando la pre-produzione di un film
basato sui fumetti dei Fantastici 4. La situazione sembra la stessa, ma
in dieci anni le cose sono notevolmente cambiate. Basta
leggere i nomi dei due sceneggiatori per capire come non ci si possa trovare
davanti ad un prodotto particolarmente impegnato. Se Michael France
ha infatti scritto il bello script di Hulk, ha anche scritto
il Cliffhanger con Stallone, lo 007 di Goldeneye
e quell'agghiacciante cine-fumetto che risponde al titolo di The
Punisher. Dal canto suo, Mark Frost ha una provata esperienza
televisiva (tra le altre cose, ha creato Twin Peaks insieme con
David Lynch) ma sul grande schermo il suo lavoro non ha mai convinto
appieno. Il risultato è un tipico pop-corn movie dell'ultima
generazione, che non si fa problemi a tradire il materiale d'origine pur
di adattarlo al gusto dei ragazzini che noleggeranno il DVD del film e
che cerca in ogni momento il modo di mettere in risalto gli effetti speciali
digitali. Nonostante i 100 milioni di dollari di budget, il cast non è di gran livello (con Jessica Alba unico volto davvero noto) e la realizzazione tecnica è solamente nella media. Ma, come detto, il film è diretto ad un pubblico ben definito, e questo pubblico è sicuramente in grado di apprezzarlo. Peccato, però, che chiunque altro finirà per trovare lo spettacolo indigesto. Mette tristezza pensare che sarebbe stato sufficiente rimetter mano alla sceneggiatura del film del 1994 e realizzarla con questi mezzi, per fare un film decisamente più interessante di questo. |