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Dal
numero
15 |
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Intervista
a Leone Frollo |
di
Vincenzo Raucci |
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Leone Frollo è, senza ombra di dubbio, uno dei maggiori esponenti del fumetto erotico made in Italy. La carica sensuale, seducente, ammaliante, che trasmettono le sue immagini disegnate è sicuramente molto forte e coinvolgente. Come si può resistere a Lucifera? O a Yra? O, soprattutto, alla sua Biancaneve? Esse rappresentano i nostri sogni proibiti trasposti su un foglio di carta, la materializzazione (seppure bidimensionale) dei nostri desideri. Frollo le plasma senza aggiungere o togliere nulla a madre natura: sono immagini fresche e realistiche, caratterizzate da un tratto pulito e ben curato. E' un onore per me, quindi, fare questa breve ma interessante chiacchierata con il prestigioso disegnatore. Come
si è avvicinato al mondo del fumetto? Cosa faceva prima? E
come ha preso la decisione, in seguito, di occuparsi esclusivamente di
fumetto erotico? Secondo
lei l’erotismo a fumetti ha ancora qualcosa da dire o è stato definitivamente
sostituito dai nuovi media? Quanto
è difficile comunicare erotismo attraverso un fumetto? Quali sono gli
ingredienti di un buon fumetto erotico? Si
pente di qualche scelta professionale fatta in passato? Cosa
suggerisce ai giovani autori che si affacciano sull’impervio mondo dei
fumetti? Quali
sono i suoi progetti per il futuro? |
Leone
Frollo |
È
nato a Venezia il 9 aprile 1931. Ha cominciato a realizzare fumetti disegnando, su testi propri, storie western a puntate su Il Risveglio. Nel 1953 è subentrato a Giorgio Bellavitis nella realizzazione de La strada senza fine, sul Corriere dello Scolaro e, dal 1958, ha iniziato una fitta produzione di storie di guerra per la Fleetway tramite lo Studio D’Ami, disegnando anche alcuni episodi del fortunato Battler Britton, e passando poi, sempre per editori inglesi, al genere romantico. Negli anni Sessanta ha realizzato Guerra agli invisibili sul Corriere dei Piccoli, Perry Rhodan per la Germania, Melody John per la Sepim, lavori vari per il mensile Il Risveglio e il western La Vedova Nera per l’Editrice Naka. Nel 1970 ha iniziato una collaborazione con la ErreGi, disegnando alcuni numeri di Terror e poi il personaggio di Lucifera. Passa all’Edifumetto, creando le serie di Biancaneve, su testi di Renzo Barbieri, Naga e Casino quest’ultimo, su testi di Rubino Ventura, è stato ripubblicato in volumetti dalla Blue Press. Crea inoltre Ira e Fan, un fumetto fantasy. Collabora con l’Eura Editoriale nella seconda metà degli anni 80 realizzando storie per Skorpio e Lanciostory. Per le Edizioni Glamour realizza Mona Street, tre volumi con illustrazioni e fumetti a sfondo erotico. |