Grungle


illustrazione di
Paolo Telloli

Personaggio poco noto ai lettori di tutto il mondo (almeno di quello conosciuto), Mr. H.W. Grungle è avvolto nel più fitto mistero. Nessuno ha mai saputo quale sia il significato delle sigle H.W., nessuno ha mai capito cosa voglia dire Grungle. Ma, soprattutto, a nessuno queste cose sono mai interessate.

Le prime demenziali storie di questo pioniere dei mondi lontani furono pubblicate su 1984, una rivista di discreto successo che è ormai sparita nelle nebbie dl tempo, portando con sé l'alone di leggenda del nostro eroe. Ma le leggende sono nate per essere ricordate, e allora noi ci siamo permessi di restituire all'onore delle cronache il buon Grungle, in nuove avventure raccontate nello splendore del bianco e nero.

Ideato da un incubo di Roberto Anghinoni e visualizzato graficamente da Paolo Telloli, Grungle non si è mai sognato di prendersi sul serio. Buon per lui, perché è davvero buffo con quei baffetti ereditati da un'altra epoca, con quel copricapo ignobile per un cittadino del futuro, per quel mezzo di trasporto ridicolo che si trova sotto il sedere ogni volta che deve andare da un posto all'altro, in quel pianeta che non conosciamo ma che non è poi così diverso dal nostro, almeno nelle ingombranti consuetudini.

Grungle è ignorante perché gli fa comodo, non sa esprimersi ed è per questo che le sue storie sono mute, salvo nell'ultima vignetta, dove lo lasciamo biascicare vocaboli e consonanti sconnesse che addirittura pare siano rimasugli di un dialetto delle valli di Comacchio.

Grungle, suo malgrado, è un eroe, così come lo è, nel suo piccolo, ognuno di noi. Basta vivere in mezzo alle fobie di questo mondo per meritare un simile riconoscimento, soprattutto quando fra ingiustizie e sfortune si riesce ad aggrapparsi alle fronde dell'autoironia per sorridere lo stesso, per cercare (e trovare) il lato divertente delle cose.

Goffo, permaloso, irascibile, bambascione, risoluto e assolutamente inattuale, Grungle si fa beffe delle sfighe e dei soprusi utilizzando la sapiente arte del linguaggio incomprensibile. Pare dire (perché come lui non lo sapremmo ripetere): "Io questo mondo non lo capisco ma fa niente: lui non capisce me".


Copertina di Paolo Telloli

copertina di
Paolo Telloli

Fobie Metropolitane
(Inverno 1995)

Vatti a fidare del Laser
testi di Roberto Anghinoni
disegni di Lucio Leoni & Emanuela Negrin

Triossido Perforante
testi di Roberto Anghinoni
disegni di Lucio Leoni & Emanuela Negrin

Qualcosa di Veloce
testi di Roberto Anghinoni
disegni di Lucio Leoni & Emanuela Negrin

ESAURITO


Copertina di Paolo Telloli

copertina di
Paolo Telloli

Grungle 0
(Marzo 1999)

Lavoretti Domestici
testi di Mirko Perniola & Ruvo Giovacca
disegni di Monica Brescia & Paolo Telloli

Pacchi e Baratti
testi di Ruvo Giovacca
disegni di Marco Franzin

Prima Visione
sceneggiatura di Francesco Marelli
matite di Diego Marchese
chine e regia di Paolo Telloli

Una cena a sorpresa
sceneggiatura di Ruvo Giovacca
matite di Rino Aiello
chine di Rino Aiello & Paolo Telloli


Copertina di Fulber

copertina di
Paolo Telloli

Grungle 1
(Dicembre 2000)

Il Biglietto
testi di Roberto Anghinoni
disegni di Paolo Telloli

Ritardo
testi di Roberto Anghinoni
disegni di Paolo Telloli

Aria Incondizionata
testi di Roberto Anghinoni
disegni di Rino Aiello

Calendario Pericoloso
testi di Ruvo Giovacca
disegni di Marco Franzini

Temporale Non Assicurato
testi di Renzo Rizzotto
disegni di Rino Aiello