Robert
Keane


Inglese di Londra, nato (ma non si sa quando) e cresciuto a pochi passi dallo stadio del West Ham (di cui è ovviamente tifosissimo), vive a Milano da ormai più di 10 anni, dove conduce una vita all'insegna del "poco sesso, niente droga e troppo rock'n'roll".

Critico di rara finezza, si scontra spesso con le opinioni della sua italianissima fidanzata, la quale, con la scusa che lui non ha ancora la piena padronanza della lingua di Dante, finisce per rimaneggiare i suoi scritti e stravolgerne il senso (questo, almeno, secondo quanto dice lui).

Ha esordito in qualità di soggettista sulle pagine del numero 17 di Ink, ma dopo lunghi scambi di opinione innaffiati di Guinness con gli altri membri della redazione (tutti gli altri membri della redazione) pare abbia capito che scrivere fumetti non è arte che gli appartiene.

Dopo essere stato intrattabile per mesi, pare aver finalmente accettato l'idea di avere uno straniero sulla panchina della Nazionale d'Albione, anche grazie alle convincenti prestazioni ottenute dai Bianchi d'Inghilterra subito dopo l'arrivo di Erikson. Anzi: è andato avanti a lungo a spaccare i marroni a tutti dicendo che i Leoni avrebbero vinto i mondiali giapponesi. Dopo la partita col Brasile la redazione ha fatto colletta per regalargli un poster di David Seaman. Quando però il West Ham è stato retrocesso, alla fine della stagione 2002/03, non ce la siamo sentita di girare il coltello nella piaga. Anche perché è stato così depresso da smetterla di rompere le scatole per un bel po' di tempo.

Essendo fedele suddito di Sua Maestà ci tiene a precisare che non ha nessuna parentela col Robbie Keane che ha giocato (poco) nell'Inter e che, «per sua sfortuna», è irlandese.


But seriously...

Nato e cresciuto nel quartiere est di Londra, è venuto per la prima volta in Italia all'interno del programma di studio internazionale Erasmus. Una volta terminati gli studi (in lingue) torna nel nostro paese convinto di poter trovare lavoro più facilmente che non rimanendo in Inghilterra.

Ad un convegno nel quale stava lavorando come interprete dall'italiano all'inglese incontra il cameraman Alberto Cassani, con il quale condivide la passione per il calcio e i fumetti. Messo in contatto con la redazione di Ink inizia a scrivere recensioni e articoli e tenta brevemente la strada della sceneggiatura.

Attualmente lavora come traduttore e interprete in una piccola società specializzata di Milano, ma torna spesso a Londra, dove collabora con un'importante casa editrice per la traduzione di saggi e romanzi dall'italiano all'inglese.