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Dal
numero
16 |
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Intervista
a Marco Nizzoli |
di
Vincenzo Raucci |
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La mia prima recensione per Ink, la ricordo ancora, è stata alcuni anni fa per l’allora neonata serie mensile ESP. La salutai con piacere poiché era, a mio parere, un ottimo prodotto, che reggeva bene il confronto con le restanti collane in formato bonelliano. Ed è con molto piacere che oggi mi accingo ad intervistare uno dei principali disegnatori di quelle storie, il bravo Marco Nizzoli. Come hai iniziato e quali sono stati i tuoi primi lavori? Magnus & Bunker sono sempre stati, per me, un mito. Quando, a diciotto anni, mi si presentò l’occasione di lavorare per loro fui enormemente contento e soddisfatto. Le prime cose che ho fatto, quindi, sono state alcune storie di Alan Ford. A
quali artisti ti sei ispirato. Di chi ti senti un po’ figlio, un po’ erede?
E,
arrivando ai giorni nostri, ti sei poi lasciato prendere per mano da altri
autori? Cosa
leggi, oggi? A
quale lavoro ti senti più legato? Ti
sei mai pentito di una scelta artistica, anche a distanza di anni?
Di
fronte alla prepotente presenza di mezzi di comunicazione più potenti
come pensi che il fumetto possa mantenere forte la sua postazione?
Gli
italiani hanno sempre letto molta fantascienza. Come spieghi, allora,
la scarsa produzione nazionale di tale genere narrativo? Quanto
spazio c’è oggi per immaginare nuovi ambienti futuristici? La fantascienza
ha ancora un futuro? Quali
sono gli ingredienti principali per un buon fumetto di fantascienza?
Aprendo
idealmente il tuo cassetto delle idee inevase cosa troveremmo? Hai ancora
sogni, in quel cassetto? Che
consigli daresti a chi inizia a muovere i primi passi nel mondo dei fumetti?
L’Emilia
Romagna è terra che ha dato i natali a moltissimi autori di fumetti, sia
passati che presenti. Una domanda nasce spontanea: ma che mangiate da
quelle parti? |
Marco
Nizzoli |
Nato
a Reggio Emilia 1968. Si diploma all’Istituto Europeo di Design di Milano nel
1990, nello stesso anno collabora con la Max Bunker Productions realizzando alcuni
albi di Alan Ford, sempre su testi di Max Bunker realizza il personaggio
e i primi sei episodi di Angel Dark, l’anno successivo inizia la collaborazione
con Massimo Semerano, creando la serie Fondazione Babele, pubblicata
dalla Phoenix di Bologna. Sempre per la Phoenix esce l’albo Simbaby e la
miniserie Raymond Capp, in collaborazione con Federico A. Amico.
Nel 1995 entra nello staff del mensile E.S.P. di cui disegna due episodi. Dal 1997 collabora con l’editore 3ntini, per il quale ha pubblicato Il vizioso mondo di Keto e Il distinto Fleev per il mensile erotico Selèn. Per la casa editrice Lo Scarabeo ha realizzato le illustrazioni per il gioco di ruolo di Nathan Never e i Tarocchi Segreti e nel 1998 l’albo a fumetti E.S.P. Collabora con la Sergio Bonelli Editore realizzando il numero 15 di Napoleone, L’ultima Chimera. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali; in particolare l’ANAFI (Associazione Italiana Amici del Fumetto e dell’Illustrazione), nel 1996 97 ne ha organizzata una personale itinerante, sempre dal l’ANAFI, nel 1991, ha ricevuto il premio Albertarelli. |